Niente mafia nelle coop. Per ora


BOLOGNA, 1 FEB. 2011 – Per fortuna non è ancora tempo di curare, ma bisogna sicuramente impegnarsi per prevenire. Nelle coop emiliano-romagnole, per adesso, non c’è nessuna infiltrazione della criminalità organizzata, ma se non si vigila abbastanza "un pezzo del nostro sistema rischia di capottare". E’ la preoccupata risposta che Paolo Cattabiani, presidente dell’associazione cooperative consumatori distretto adriatico (Accda) e di Legacoop Emilia-Romagna, ha fornito a margine di una conferenza stampa a Bologna. "Noi non abbiamo infiltrazioni, siamo robusti. Ma il mercato, in particolare nei settori della logistica e dei trasporti, e in province ricche come Modena, Reggio Emilia e Parma, è inquinato", ha spiegato Cattabiani. In alcuni casi è "una vera e propria emergenza" caratterizzata da "un’illegalità pesantissima, con una moneta cattiva che scaccia quella buona. C’é una struttura organizzata che espelle dal mercato le aziende sane, quelle che rispettano le leggi". Tutto questo "non viene sottovalutato, però va recuperato il ritardo". Particolare attenzione va posta verso il fenomeno "delle coop spurie, quelle che durano 20-30 giorni, che non aderiscono a nessuna delle centrali cooperative. Noi per primi dobbiamo migliorare. Serve vigilanza democratica.". In tal senso il presidente ha lodato l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, "che si è dimostrato accorto e presente" e si è detto sostanzialmente d’accordo con quello che ieri ha proposto il gruppo Pd in Regione, che ha richiesto un’agenzia operativa della Dia, la Direzione investigativa antimafia, in Emilia-Romagna: "Tutti gli strumenti che si possono adottare, noi li condividiamo".

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