“Niente carne dalla Cina in Italia”


L’Italia non ha importato carni di maiale  fresche, refrigerate, congelate e neanche salami o frattaglie dalla Cina che si conferma essere il Paese con maggiori rischi per la sicurezza alimentare. E’ quanto emerge da un analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi all’ultimo anno, in riferimento all’ultimo scandalo alimentare in Cina che ha portato ad oltre 110 arresti per a vendita di carne di maiale contaminata proveniente da animali morti per malattia. La spinta verso la crescita dell’economia cinese ha determinato conseguenze sul piano della sicurezza alimentare ed ambientale i cui effetti – sostiene la Coldiretti – si fanno sentire. “Le frodi alimentari dall’inizio della crisi sono aumentate del 150 per cento, con le frodi nelle carni che si classificano tra i settori piu’ sensibili e sono tra le più temute dagli italiani” sottolinea il Direttore di Coldiretti Modena, Antonio Maria Ciri. Secondo quanto emerge dall’indagine Coldiretti sul prezzo dell’illegalità, sulla base dei dati Ixe’, sotto accusa per 1 italiano su cinque sono i cibi low cost dietro i quali spesso si nascondono, infatti, ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi ma – denuncia la Coldiretti – possono a volte mascherare anche vere e proprie illegalità. A preoccupare il 21 per cento è invece l’apertura delle frontiere con l’arrivo di alimenti che vengono da Paesi lontani con diverse condizioni sanitarie e produttive, ma che – sostiene la Coldiretti – non possono essere ben identificati sugli scaffali per la mancanza di un sistema trasparente di etichettatura di origine. “Se non si vogliono correre in rischi – continua Ciri – il consiglio è quello di riscoprire i prodotti del vero Made in Italy agroalimentare rivolgendosi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica oppure di cercare sulle confezioni il caratteristico logo (Dop/Igp) a cerchi concentrici blu e gialli con la scritta per esteso nella parte gialla “Denominazione di Origine Protetta” o “Indicazione Geografica Protetta” mentre nella parte blu compaiono le stelline rappresentative dell’Unione Europea.”

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