Newlat: profitti in Svizzera, lavoratori a casa


© Telereggio1 OTT. 2012 – Quanto è profonda la crisi di Newlat, il gruppo che nei giorni scorsi ha annunciato l’avvio delle procedure di mobilità per 234 dipendenti, 84 dei quali nello stabilimento di Reggio? Quanto sono gravi le perdite che hanno indotto i vertici aziendali a decidere il licenziamento di quasi un terzo del personale? La lettura della documentazione aziendale riserva più di una sorpresa. La principale è che negli ultimi tre anni, fra il 2009 e il 2011, il gruppo Newlat ha registrato profitti netti per 30 milioni di euro. Profitti che, per inciso, vanno dritto in Svizzera, visto che la sede legale della società controllata dalla famiglia Mastrolia è in via Bagutti a Lugano.I risultati di Newlat sono in progressivo miglioramento: quasi 7 milioni di utile netto nel 2009, 11,3 nel 2010 e 11,6 nel 2011. L’anno scorso i ricavi sono cresciuti da 375 a 379 milioni di euro e il risultato operativo, già buono di per sè, è stato ulteriormente rafforzato dall’incasso di 7 milioni di euro di proventi da partecipazioni. Non si può dire neppure che nel 2012 questo scenario sia stato rovesciato. Nella relazione sulla gestione, approvata tre mesi fa, il 28 giugno, si ipotizza per il 2012 un utile netto in crescita a 12,5 milioni di euro. Anche dal punto di vista finanziario, il gruppo agroalimentare è in salute: l’anno scorso l’indebitamento finanziario netto è stato ridotto da 19 milioni ad appena 10, con 40 milioni di disponibilità liquide. In che modo profitti di decine di milioni di euro e conti di questo genere possano conciliarsi con centinaia di licenziamenti è un mistero su cui forse bisognerebbe interrogarsi.

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