Nessuna intesa alla Malaguti, a fine mese si chiude


BOLOGNA, 10 OTT. 2011 – L’incontro del tavolo regionale per la crisi della Moto Malaguti, convocato ieri pomeriggio in Regione, si è concluso senza alcun accordo. L’azienda ha quindi confermato sia la chiusura dell’attività produttiva al 31 ottobre, sia la disponibilità ad accordi individuali con ogni lavoratore che opterà per il licenziamento volontario, riconoscendogli 30.000 euro. All’incontro hanno preso parte, oltre alla Regione, la Provincia di Bologna, il Comune di Castel San Pietro, la proprietà, Unindustria Bologna, i sindacati di categoria e i rappresentanti dei lavoratori.Particolarmente deluso l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli. "Prendo atto, con molta amarezza e preoccupazione, della chiusura del confronto per trovare un accordo e della chiusura dell’impresa, proprio in un momento in cui Regione e istituzioni stanno avviando azioni per rimettere in cammino l’industria delle due ruote in Emilia-Romagna. La rinuncia alla ricerca di nuovi prodotti, e prima ancora alla ‘fatica di fare impresa’ sfidando le difficoltà, è comunque un errore che penalizza il territorio, i lavoratori e la stessa storia della nostra regione, caratterizzata da una grande e coraggiosa cultura e tradizionale imprenditoriale". "Quella della proprietà è una posizione rigida che lascia profondamente delusi, per non dire sconcertati. Una decisione che non lascia margini d’intesa e che delegittima gli sforzi fatti in questi mesi dalle Istituzioni e dalle parti sociali, che hanno fatto di tutto per venire incontro alle difficoltà dell’azienda". Così il sindaco di Castel San Pietro, Sara Brunori, commenta l’intenzione della Malaguti di chiudere a fine mese lo stabilimento ubicato ai bordi dell’A14, nei pressi del casello del comune bolognese, determinando il licenziamento e la successiva messa in mobilità di 150 lavoratori. L’azienda ha rifiutato qualsiasi altra proposta di ulteriori ammortizzatori sociali "in deroga" presentata dai sindacati e dalle Istituzioni. E per quanto riguarda la destinazione dello stabilimento castellano, la proprietà avrebbe confermato la destinazione a magazzino per coprire alcune manutenzioni che ancora vi verranno svolte. Della chiusura e del mancato accordo sulla Malaguti si parlerà nel consiglio comunale convocato a Castel San Pietro per giovedì.

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