Nessun raptus, la tragedia di Bologna era premeditata


BOLOGNA, 7 FEB. 2011 – Probabilmente non voleva tornare con l’ex moglie. Sembra nutrisse verso di lei soprattutto rabbia e rancore. Un odio così forte da indurlo a premeditare un delitto. E’ quanto emerge dagli accertamenti della squadra Mobile di Bologna, che indaga per ricostruire i retroscena della strage familiare avvenuta ieri pomeriggio in un garage di via della Guardia, zona Santa Viola. E appare decisa ad eliminare l’iportesi di un raptus omicida.Marcello Pistone, 48 anni, di origine palermitana, ha esploso almeno sette colpi di pistola uccidendo la moglie Ilham Azounid, marocchina di 32 anni, e il figlioletto Rashid, di appena due anni, per poi togliersi la vita con la stessa arma. I rapporti fra i due erano burrascosi fin da prima della nascita del bambino, nel gennaio 2009, e dopo la separazione c’era stata una serie di denunce e controdenunce reciproche. A quanto si è appreso, la donna era letteralmente terrorizzata dall’ex marito stalker, che aveva più volte denunciato per atti persecutori nei suoi confronti. Non è dunque chiaro in che modo, forse con un espediente, ieri l’uomo sia riuscito a convincerla a incontrarsi e a portarla nel garage. Gli investigatori esamineranno anche i tabulati telefonici per chiarire se ci siano state telefonate fra i due nelle ore precedenti la tragedia. La trentaduenne negli ultimi tempi viveva in una struttura protetta con il figlio, mentre l’uomo abitava in un residence in zona Emilia Levante. Nel suo alloggio, la polizia ha trovato vari biglietti e appunti, in cui Pistone manifestava odio e rancore verso l’ex moglie. Per questo, sembra poco verosimile che a scatenare la furia omicida dell’uomo sia stata l’impossibilità di tornare con lei. Le indagini puntano anche a capire in che modo l’uomo si sia procurato l’arma: una vecchia Beretta 7.65 di almeno 30 anni fa. Il numero di matricola porta a una persona che vive a Roma, estranea alla vicenda, e una delle ipotesi è che si tratti di una matricola clonata. Oltre alle denunce dell’ex moglie, Pistone risulta avere alle spalle vari guai con la giustizia (per reati contro il patrimonio e la persona), faceva lavori saltuari e stagionali, come guardiano o portiere, ma attualmente pare non avesse alcuna occupazione. Nell’ottobre scorso l’uomo era stato arrestato per stalking nei confronti della moglie, ma l’arresto non era stato convalidato perché, per quell’episodio specifico, la donna non aveva fatto querela. Il giudice aveva però emesso un decreto di divieto di avvicinarsi a lei fino al prossimo marzo. Provvedimento che però non ha funzionato.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet