Nelle mense di Hera non si butta via niente


BOLOGNA, 27 NOV. 2009 – C’è chi si affretta a buttarlo nella spazzatura, ma c’è anche chi sa che il cibo avanzato è prima di tutto una risorsa da recuparare. Per fortuna Hera, la multiutility emiliano-romagnola, appartiene al secondo gruppo e in occasione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti ha deciso di lanciare CiboAmico, un progetto che porterà ad un recupero annuale di 15.000 pasti non utilizzati nelle sue mense a favore di persone in difficoltà. L’iniziativa è realizzata da Concerta con Last Minute Market, lo spin off dell’università di Bologna per il riutilizzo del cibo invenduto. Il progetto è nato dal fatto che, nell’ultimo bando di gara di Hera per la gestione delle mense, non è stato applicato il criterio del massimo ribasso, ma per la scelta del fornitore sono stati preferiti aspetti come sostenibilità ambientale e sociale. Ha vinto la proposta di Concerta, società specializzata in fornitura di pasti alle aziende, che prevedeva appunto di dare i prodotti non consumati ma ancora buoni ad associazioni benefiche. Da questa premessa è nato l’accordo, firmato in questi giorni tra Hera, Concerta e l’Opera di Padre Marella, che permetterà di preparare i pasti serali per il ‘Pronto Soccorso Sociale’ dell’Opera che ogni giorno offre ospitalità a circa 70 bisognosi a Bologna. Last Minute Market interverrà per il monitoraggio e l’estensione del progetto alle altre mense del Gruppo (sede del Frullo, Imola e Rimini). CiboAmico infatti è partito sperimentalmente da quattro giorni nella sola mensa di viale Berti Pichat di Bologna, dove in media sono stati recuperati circa 150 porzioni, circa 35 pasti al giorno, più contorni e pane. Nel presentare l’iniziativa, Filippo Bocchi, responsabile corporate social responsibility, ha sottolineato come "l’impegno di Hera nell’applicazione dei principi di sostenibilità sociale e ambientale trova testimonianza anche nella modalità di scelta dei fornitori che viene sempre più effettuata valutando, in aggiunta al prezzo, aspetti connessi alla qualità, alla sicurezza sul lavoro e alla sostenibilità ambientale e sociale". Andrea Segré, presidente di Last Minute Market, ha confermato la potenzialità del progetto: "dagli studi sull’impatto ambientale realizzati dallo spin-off Lmm, non smaltire 15.000 pasti/anno vuol dire non immettere nell’ambiente 8,7 t di CO2, per la cui neutralizzazione sarebbero necessari un’area boschiva di 18.157 metri quadri equivalente a 18 ettari e pari a 36 campi da calcio. Attraverso CiboAmico siamo solidali sia verso le fasce più deboli della società che verso l’ambiente". Siamo orgogliosi di poter partecipare a questo importante progetto – ha aggiunto Ermes Bernardi, amministratore delegato di Concerta – perché CiboAmico riesce a trasformare quello che sino a poco tempo fa era considerato un normale spreco in una straordinaria risorsa e questo, oltre a risultare utile a chi lo riceve, aggiunge stimoli importanti alla nostra attività ed ai nostri operatori".

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