“Nell’inceneritore di Parma i rifiuti di tre città”


PARMA, 30 AGO. 2011 – Se costruisci un mostro tale da fagocitare all’anno 130 mila tonnellate di rifiuti, da qualche parte il ‘cibo’ da dargli in pasto lo devi prendere. E’ grosso modo questo il concetto che sta alla base dell’ultimo allarme sull’inceneritore di Parma lanciato dagli avvocati Arrigo Allegri e Pietro De Angelis. Secondo la coppia dei legali più indigesti ad Iren (gli stessi che hanno rivoltato come un calzino tutti gli iter autorizzativi che stanno dietro all’impianto di via Uguzzolo), a Parma potrebbero arrivare i rifiuti delle vicine province di Piacenza e Reggio Emilia. Uno scenario che farebbe della Food Valley il posto in cui finiscono in atmosfera le scorie urbane di buona parte dell’Emilia."La Provincia ed il Comune di Reggio Emilia hanno recentemente comunicato ufficialmente che spegneranno il loro forno inceneritore e che utilizzeranno altre metodologie di smaltimento – spiegano in una nota i due avvocati -, in precedenza il Comune di Piacenza aveva indetto una gara pubblica per l’adeguamento del locale forno inceneritore. Unico offerente Enia. Facile aggiudicazione, quindi, ma stranamente questa ha rinunciato a sottoporre l’offerta, perdendo anche 40.000 euro versati a titolo di cauzione per l’offerta. E’ azzardato affermare che anche il forno di Piacenza, non adeguato alle nuove normative, verrà presto spento? E’ pensar male che il Tvc di Iren, situato a Parma, brucerà anche i rifiuti di Piacenza e Reggio? O pensate che le limitazioni imposte dalla Provincia di Parma circa la provenienza e le quantità dei rifiuti, con deroghe già incorporate (punti 7 e 32 dell’autorizzazione provinciale) saranno dei baluardi inespugnabili?".A De Angelis e Allegri si devono ben sette esposti alla Procura della Repubblica di Parma sul tema del polo ambientale integrato della città emiliana. Nel loro ultimo comunicato si riassume la vicenda dello stop al cantiere per motivi di abuso edilizio. Un’ipotesi di reato alla quale si è arrivati per via dell’escamotage applicato da Enia (oggi Iren) e amministrazioni Comunale e provinciale insieme. Al progetto dell’inceneritore è stata data una valenza pubblica quando questa era necessaria per evitare il permesso a costruire, e allo stesso tempo la stessa opera è stata considerata ‘privata di interesse pubblico’ nel momento in cui tale dicitura le permetteva di evitare a piè pari il ricorso a una gara pubblica per l’assegnazione dei lavori di realizzazione. Ma anche nelle vesti di ‘opera privata’ il permesso di costruire ci vuole. Eppure non c’è, sottolineano i due avvocati.

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