‘Ndrangheta, operazione dei Ros dal crotonese all’Emilia


21 APR. 2009 – Un’operazione dei carabinieri si è svolta in nottata in Calabria ed Emilia Romagna per l’esecuzione di una ventina di ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse su richiesta della Dda di Catanzaro, per associazione mafiosa, omicidio, tentato omicidio, porto abusivo di armi, estorsioni e riciclaggio. Al centro delle indagini, condotte dal Ros dei carabinieri, la cruenta guerra di mafia che negli ultimi anni ha visto contrapposte le cosche della provincia di Crotone e culminata nell’agguato a Carmine Arena, considerato un boss dagli investigatori, portato a termine con un bazooka nell’ottobre 2004.Beni per un valore di oltre 30 milioni di euro, tra cui alberghi di lusso e complessi industriali nel crotonese, sono stati sequestrati da parte del Ros dei carabinieri. Le indagini hanno permesso anche di documentare la diffusa attività estorsiva della ‘ndrangheta crotonese nei confronti di commercianti ed imprenditori locali, nonché la riscossione di forti tangenti da rinomati villaggi turistici del litorale ionico.Le cosche del crotonese coinvolte nell’operazione, denominata Ghibli, gestivano attività imprenditoriali in una vasta zona dell’Emilia Romagna, con una forte penetrazione nel tessuto economico della regione. Si tratta di un filone investigativo che, secondo quanto riferito dagli inquirenti, è stato stralciato dal troncone principale dell’inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro e sarà oggetto di ulteriori approfondimenti. L’operazione trae origine da una richiesta di emissione di misure cautelari fatta dalla Dda al gip il 5 aprile del 2007 e integrata con un’ulteriore richiesta risalente allo scorso mese di febbraio. Le ordinanze di custodia cautelare eseguite, al momento, sono 16 rispetto alle 20 emesse dal gip distrettuale. Le indagini hanno portato, tra l’altro, alla scoperta dei responsabili dell’omicidio di Pasquale Nicoscia, di 44 anni, sorvegliato speciale, ucciso ad Isola Capo Rizzuto (Crotone) l’11 dicembre del 2004.

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