‘Ndrangheta, manette al Credito sammarinese


BOLOGNA, 29 LUG. 2011 – C’è anche un pezzo di Emilia-Romagna nell’operazione della procura di Catanzaro contro la cosca Mancuso della ‘ndrangheta. Le indagini sul riciclaggio di proventi ottenuti dal narcotraffico hanno portato all’arresto di Lucio Amati, presidente nonché fondatore del Credito sammarinese. Manette scattate nell’ambito delle indagini condotte dalla Dda di Catanzaro e il commissario sanmarinese della legge Rita Vannucci, I militari dell’arma hanno eseguito una decina di arresti nei confronti di affiliati al clan Mancuso, la cosca della ‘ndrangheta con base nella provincia di Vibo Valencia. E’ questa cerchia di malavitosi ad aver intrecciato rapporti commerciali e imprenditoriali, oltre che in Emilia-Romagna anche in Liguria, Lazio e Umbria.I carabinieri del Ros, questa mattina alle 5, si sono presentati nell’abitazione riccionese di Amati per notificare l’ordinanza di custodia in carcere. Al momento è in carcere a Rimini. Amati, si dice totalmente estraneo ai fatti contestati dalla Procura, che l’8 luglio scorso ha disposto l’arresto di Valter Vendemini, ex direttore generale del Cs.La richiesta di carcerazione di Amati, che compare nell’ordinanza di Catanzaro insieme ad altre due richieste di carcerazione per altrettante persone legate al credito sammarinese, sarebbe il frutto anche delle dichiarazioni rese da Vendemini ai magistrati. L’ex direttore agli inquirenti avrebbe confermato che dei due conti correnti intestati al narcotrafficante Vincenzo Barbieri (ucciso in un agguato in Calabria nel marzo scorso) al Credito sammarinese erano a conoscenza altre persone all’interno della banca. Secondo quanto trapelato, sarebbero iscritti nel registro degli indagati dell’ufficio inquirente del Tribunale sammarinese, tutti i membri del Cda e del collegio sindacale del credito sammarinese.

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