Navile, cantieri fermi e famiglie in difficoltà


I cantieri per la realizzazione del comparto “Trilogia Navile”, nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo di Bologna, hanno subito un “rallentamento” ma “tutti gli operatori privati sono intenzionati a rimuoverlo”. Sono le rassicurazioni di Federico Orlandini, presidente del Consorzio che riunisce gli attuatori impegnati sul comparto, dopo le notizie sulla sospensione dei cantieri. Se n’è discusso oggi a Palazzo D’Accursio, in commissione. “I cantieri sono fermi e vogliamo sapere quando ripartono”, sbotta Mirco Riminucci, portavoce di oltre 40 acquirenti che attendono la consegna di un appartamento da parte della Valdadige sistemi urbani, una delle imprese più impegnate sul comparto. Dello stop ai lavori “abbiamo saputo casualmente o tramite la stampa”, aggiunge Riminucci, leggendo una lettera firmata con gli altri acquirenti e lamentando una “inaccettabile mancanza di informazione da parte delle imprese e delle amministrazioni coinvolte”. Intanto, riferisce Riminucci, diverse famiglie sono in difficoltà perchè, pensando di essere vicini alla consegna degli alloggi, hanno venduto la vecchia casa, disdetto l’affitto o investito negli arredi: si stanno verificando, dunque, “gravi disagi economici, fisici e morali” di cui la Valdadige “deve farsi carico”. Il Comune, poi, deve promuovere “azioni concrete” affinché la Trilogia “non diventi un altro esempio di urbanistica incompiuta”, conclude Riminucci.
Di questa situazione “ci dispiace e stiamo cercando di fare in modo che si possa risolvere il più rapidamente possibile”, replica Carlo Oppici, amministratore unico della Valdadige.
Intanto l’Ance di Bologna ha messo sul tavolo una lunga lista di questioni che per l’associazione dei costruttori sono problematiche: dalla presenza del centro sociale Xm24 e del Servizio per le tossicodipendenze (Sert) all’assenza nel progetto di un centro commerciale, passando per la richiesta di modificare le attuali destinazioni d’uso. Per l’amministrazione comunale, però, una “ipotetica variante” richiederebbe tempi troppo lunghi per rivelarsi davvero utile. La pianificazione che riguarda il comparto risale al Piano regolatore del 1985 e risulta “incompatibile con gli attuali equilibri del mercato – afferma il direttore dell’Ance, Carmine Preziosi – che richiedono una maggiore velocità”: detto altrimenti, “non possono passare 30 o 40 anni” tra pianificazione e realizzazione dei progetti.

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