Natale in casa Cnh


IMOLA (BO), 23 DIC. 2009 – E’ un Natale movimentato quello in casa Fiat. Più che altro di mobilitazione per gli operai di Termini Imerese il cui stabilimento, ha annunciato l’amministratore delegato del Lingotto Marchionne, verrà chiuso nel 2011. Protestano anche i lavoratori di Pomigliano, da più di un anno in cassa integrazione e al lavoro solo per sette giorni al mese. Ancora meno dei colleghi campani sono occupati i 454 dipendenti, tra operai e impiegati, della Cnh di Imola. Anche il loro reddito, dal settembre 2008, dipende dagli ammortizzatori sociali. "Ci eravamo lamentati un anno fa", spiega a viaEmilianet Girolamo Papagni, operaio Cnh e dirigente della Fim Cisl, "ma almeno allora la tredicesima era arrivata. Ora con solo gli 800 euro della cassa è un Natale veramente duro". Lo stabilimento di via Selice a Imola resterà completamente chiuso fino al 10 gennaio. Finora al suo interno non si è visto un gran brulicare di attività. "Ogni tanto si rientra per fare qualche sciocchezza. Abbiamo lavorato una settimana per produrre un centinaio di macchine, per sopperire a degli ordini in attesa del trasferimento delle linee a Lecce", ci spiega Papagni.A oggi gli operai ricollocati in altri stabilimenti sono circa un centinaio. Il passaggio dall’Emilia alla Puglia della produzione delle macchine per la movimentazione terra sta scritto nell’accordo firmato a settembre presso il ministero del Lavoro tra gruppo Fiat e sindacati. Un documento con cui il gruppo di Torino si impegna a collaborare per una soluzione di tipo industriale per il sito di Imola, anche se in un ruolo non certamente di capofila. Il grosso della partita rimane nelle mani degli enti locali: Comune e Regione. Per il raggiungimento di quell’accordo dinanzi al ministro Sacconi, sono stati necessari lunghi mesi di presidi dinanzi ai cancelli della fabbrica. Una mobilitazione culminata in agosto con lo sciopero della fame da parte di un operaio. Il 18 gennaio è previsto un nuovo incontro a Roma, stavolta al ministero dello Sviluppo economico. Si spera che per quella data una proposta da parte di qualche azienda interessata allo stabilimento si faccia avanti. "Per ora nessun progetto è stato presentato", dice Girolamo, "Il sindaco ha chiesto la disponibilità gratuita dell’area per cinque anni, ma non gli è arrivata alcuna risposta".Di certo si sa che la Fiat, il 18, arriverà nella capitale con la mappatura del sito imolese e ne chiederà al Comune una stima. Altra cosa ormai assodata è che di terne, ovvero di macchine scavatrici per l’edilizia, in Romagna non ne verranno più prodotte. La chiusura definitiva della Cnh di Imola arriverà probabilmente nel 2011. Ma a maggio, di nuovo al ministero del Lavoro, dopo un esame del primo anno di cassa integrazione straordinaria, potrebbe arrivare la decisione sul suo prolungamento di altri due anni.

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