Nasce l’associazione famiglie vittime delle forze dell’ordine


FERRARA, 29 AGO 2010 – Un docu-film di Filippo Vendemmiati, che ripercorre la vicenda di Federico Aldrovandi, verrà presentato al Festival del Cinema di Venezia. Il titolo, eloquente, sarà: "E’ stato morto un ragazzo". Patrizia Moretti, la madre del giovane ferrarese che ha perso la vita incontrando un gruppo di poliziotti, ringrazia coloro che cercano di far cadere il silenzio sulla vicenda e annuncia anche – con un intervento su ‘La Nuova Ferrara’ – che il 25 settembre, quinto anniversario della morte del figlio, lei, le madri e i genitori di tanti ragazzi che sono ‘stati morti’ da parte delle forze dell’ordine creeranno un’ associazione tra famiglie delle vittime. "Proporremo, insieme alle famiglie Sandri, Bianzino, Cucchi, Uva e Giuliani, un’ Associazione che unisca le nostre voci e quelle di chi vorrà aderire, e ci porti avanti perché non accadano mai più tragedie simili". Nel suo intervento Patrizia Moretti si sofferma sul film documentario di Vendemmiati che verrà presentato l’8 settembre a Venezia, ma soprattutto ne spiega il titolo: "’E’ stato morto un ragazzo’ furono le parole che descrissero la fine di Gabriele Sandri. Una frase che, al di là delle parole, esprime tutta la violenza della vita strappata a un ragazzo, a chi aveva tutta la vita davanti, che sia Gabriele, Federico, o molti altri purtroppo. ‘E’ stato morto’ è la contraddizione che abbiamo attraversato in questi anni: Federico è stato ucciso o è morto da solo?’", si domanda Patrizia Moretti. E rammenta che "le prime versioni attribuivano la morte di Federico ad un malore, alludendo alla droga. Ricordo il silenzio, non uscivano notizie, nessun articolo, nessuna inchiesta. C’era solo disperazione. Ma non rassegnazione alle bugie, mai. Aprimmo un blog che per un periodo fu il più cliccato d’Italia e accese un riflettore potente su Ferrara. Questo sorprese e irritò parecchio chi voleva il silenzio". E riflette ad alta voce: "Quante falsità sono state dette su Federico, sugli amici e noi, quante querele e minacce per farci tacere, e far tacere i commenti della rete e dei giornali". E così, cinque anni dopo "la morte di mio figlio, c’é stata la sentenza di condanna per i quattro agenti responsabili e ci sono le condanne e i processi in corso per i loro colleghi che hanno tentato di nascondere l’accaduto". Per questo motivo la mamma di Federico, per Federico stesso, "insieme a tutti coloro che hanno chiesto verità e giustizia", ringrazia "chi ha voluto togliere quel buio dal ricordo di mio figlio, e indicare i responsabili della sua morte. Ringrazio tutti coloro che col proprio ingegno, il proprio lavoro e l’arte, hanno dato a Federico la luce del suo ricordo, di come era veramente: un ragazzo come tanti, con una vita normale e grandi sogni, insieme a suo fratello la gioia e il bene più grande per la sua famiglia". "Vedrò il film di Vendemmiati a Venezia – continua Patrizia Moretti – ho scelto di vederlo in quel momento per la prima volta. Ho letto il testo ma non ho visto le immagini né sentito i suoni. C’é grande attesa ed emozione. E dolore. Non riesco ancora a concepire che tutto questo sia accaduto a Federicò. A Venezia – conclude – in pochi potranno vedere l’ anteprima, è una proiezione quasi riservata agli addetti ai lavori. Sono orgogliosa del regalo di Vendemmiati: la prima nazionale sarà qui a Ferrara il 25 settembre, il quinto anniversario della scomparsa di Federico".

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