Napolitano: “Riabbracciarei partiti e la politica”


BOLOGNA, 30 GEN. 2012 – Il rapporto tra cittadini e rappresentanti va recuperato, per il bene della democrazia. In questo incitamento si può riassumere l’intervento del Presidente Giorgio Napolitano oggi a Bologna per ricevere una laurea ad honorem in relazioni internazionali. "Assistiamo da qualche tempo – ha detto il Capo dello Stato – all’appannarsi di determinati moventi dell’impegno politico inteso come effettiva e durevole partecipazione". E ciò avviene, "anche per effetto di una perdita di efficacia persuasività e inclusività del sistema politico, una crisi che richiede riforme".Riforme che, ha voluto fare intendere Napolitano, devono rafforzare il ruolo fondamentale dei partiti. "Dei partiti, come della politica, bisogna avere una visione non demoniaca, ma razionale e realistica. Tra il rifiutare i partiti e il rifiutare la politica, l’estraniarsi con disgusto dalla politica, il passo non è lungo ed è fatale, conduce alla fine della democrazia e quindi della libertà", ha detto Napolitano a Bologna. Il contributo dei partiti al fine di uscire da questo clima di distacco dall’opinione pubblica, dovrebbe essere, ha poi specificato Napolitano, quello di scegliere "candidati a ruoli di rappresentanza istituzionale che presentino i necessari titoli di trasparenza morale e competenza" come serve per recuperare "fiducia e prestigio" di fronte alle reazioni a comportamenti del passato e per "restituire voce ai cittadini-elettori". "Nelle situazioni concrete, nella cornice degli Stati nazionali o anche delle istituzioni europee, i partiti – ha detto Napolitano – possono conoscere periodi di involuzione e decadenza, perdendo tra l’altro il senso del limite. Ma la sola strada che resta aperta è quella del loro auto-rinnovarsi. Questo vorrei dire soprattutto ai giovani".Una distanza, quella tra cittadini e classe politica che sta aumentando, dunque, non solo in Italia, ma in tutt’Europa. Specie a partire dalla crisi iniziata nel 2008. Un evento di fronte al quale, ha spiegato il ‘neolaureato’, "le risposte delle leadership politiche e di governo nazionali si sono fatte più incerte e problematiche. Si è esteso in varie parti di Europa il fenomeno di reazioni populiste, di aperto rigetto dei vincoli di corresponsabilità e solidarietà europea, di anacronistica difesa di posizioni acquisite e di privilegi corporative".

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