Nadia Macrì non parla. No alla conferenza stampa


©Trc-TelemodenaMODENA, 4 NOV. 2010 – Nadia Macrì ci ripensa e annulla la conferenza stampa annunciata per questo pomeriggio. “Devo tacere” – dichiara la 27enne attraverso i suoi legali. Gli avvocati Domenico Noris Bucchi ed Enrico della Capanna spiegano infatti che “alla signora Macrì è stato imposto dall’autorità giudiziaria il divieto di divulgare i fatti e le circostanze oggetto di indagini” sui presunti festini con il premier Berlusconi. L’ex escort in questo momento più famosa d’Italia, che vive a Reggio con il nuovo fidanzato e un passato recente di ragazza immagine in alcuni locali notturni modenesi, obbedisce alla legge e, dietro consiglio dei suoi difensori, ha deciso di non rilasciare alcuna dichiarazione, per non rischiare di incorrere in responsabilità penali.In una nota a firma dei legali e della stessa Nadia Macrì, Bucchi e Della Capanna aggiungono che la loro assistita è stata tempestata da richieste per “carpirne informazioni relative ad una indagine in corso”, da qui la decisione di “tutelarla da eventuali violazioni”. E se gli avvocati fanno quadrato, questa mattina dalle pagine del Resto del Carlino Nadia Macrì ribadiva di essere tranquilla di avere detto la verità nell’ormai famoso interrogatorio del 26 ottobre scorso, cosa che a questo punto dovranno accertare i magistrati palermitani.La ragazza che sognava la vetrina televisiva e che ha raccontato di avere ricevuto 10mila euro dal presidente del consiglio per due rapporti sessuali conclude l’intervista al quotidiano bolognese con un tagliente: Berlusconi? Se ne deve andare a casa.IL PM DI MILANO BRUTI: "DA NOI NESSUN VETO"In una nota dei difensori la ex escort ha spiegato che il divieto di divulgare fatti e circostanze inerenti alle indagini sui festini le è stato imposto dall’autorità giudiziaria. Il procuratore Edmondo Bruti Liberati, ha chiarito invece che la procura di Milano non è intervenuta in tal senso perché non mette "veti preventivi alle conferenze stampa." "Per noi – ha specificato – esistono solo gli interrogatori e in caso la secretazione dei verbali". Intanto, la settimana prossima, mercoledì mattina, il ministro dell’Interno Roberto Maroni riferirà alla Camera sul caso Ruby.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet