Muzzuca e primarie: ecco la Bologna del dopo-Delbono


BOLOGNA, 29 GEN. 2010 – Sotto le Due Torri fervono i prepaativi per il dopo-Delbono. Dimettendosi formalmente, ieri il sindaco ha aperto la strada al voto congiunto di marzo, un election day in cui condensare le regionali e le nuove comunali. Quindi non c’è stato neanche il tempo di accomiatare l’ormai ex primo cittadino travolto dal Cinzia-gate, che entrambi gli hanno dovuto mettersi al lavoro per trovare il candidato su cui puntare in questa ennesima corsa a palazzo d’Accursio. E mentre il centrosinistra prepara le primarie, il centro destra ha già fatto la sua scelta.Il candidato sindaco del Popolo delle Libertà sarà infatti Giancarlo Mazzuca, deputato ed ex direttore de il Resto del Carlino, già indicato come candidato di Pdl e Lega alla presidenza della Regione Emilia-Romagna. In questo ruolo, secondo quanto scrive proprio il Resto del Carlino, sarebbe stata scelta l’avvocatessa bolognese Anna Maria Bernini, anche lei deputato del Pdl. "Nei prossimi giorni – ha spiegato Giampaolo Bettamio, coordinatore regionale azzurro – ci incontreremo con i colleghi della Lega Nord e delle altre formazioni appartenenti alla coalizione per completare la definizione della squadra che si propone a governo della città"."Accetto la designazione con spirito di servizio e per l’affetto verso la città in cui vivo da anni, perché credo che in questo momento molto difficile e delicato, tutti debbano cercare di impegnarsi in prima persona per ridare anima e slancio a una città che sta ripiegando sempre più su stessa". Così Mazzuca spiega i motivi per cui ha accettato la candidatura alla carica di primo cittadino. "Da settimane – ricorda il deputato – ero già impegnato nella campagna elettorale per le regionali come candidato presidente e, a malincuore, rinuncio ora a questa sfida che consideravo e considero particolarmente stimolante: lo faccio per l’amore di Bologna". Una notte non è invece bastata al centrosinistra bolognese, che però ha oggettivamente bisogno di più tempo. I partiti che sostenevano Delbono sono infatti orientati verso le primarie di coalizione, che potrebbero tenersi il 14 febbario o al massimo il 21. Quella della consultazione popolare "allargata" agli alleati é infatti la via più gettonata dai vertici del Pd: favorevoli a questa soluzione, tra gli altri, il presidente della Regione Vasco Errani, il segretario regionale Stefano Bonaccini e il leader cittadino Andrea De Maria. Di scendere in campo ha sicuramente voglia Duccio Campagnoli, assessore regionale alle attività produttive: "Mi sento impegnato a dare tutti i contributi utili nelle posizioni considerate utili perché vi sia una discussione sui programmi che Bologna merita", ha spiegato. Ad appoggiarlo ci sarebbe la Cgil, che è invece più fredda verso il grande favorito delle eventuali primarie, il presidente del consiglio comunale Maurizio Cevenini. Figura popolarissima in città, soprannominato "sindaco dello stadio" e mister matrimoni (ha sposato più di 4000 coppie), Cevenini per ora ha però preferito non esporsi. In campo resta anche Luciano Sita, uomo forte della giunta Delbono, ex numero uno della Granarolo e sponsorizzato dal mondo della cooperazione, lobby molto forte nel Pd emiliano. Anche se oggi ha dichiarato: "Io sindaco a 70 anni? Ci vuole una vocazione al martirio".Si chiama fuori, invece, Romano Prodi. I suoi tanti estimatori – tra cui anche Lucio Dalla delle colonne del Corriere della Sera – che gli hanno chiesto in queste ore di "salvare" Bologna dopo lo choc Delbono e di tornare per fare il sindaco, hanno suscitano nel Professore "affetto e stima, ma lui ritiene di avere fatto delle scelte e non vuole metterle in discussione". A dirlo è la portavoce e deputata del Pd Sandra Zampa che, interpellata su quale possa essere per il ‘clan Prodi’ l’ identikit di un buon candidato per Palazzo d’ Accursio, risponde che l’ ex premier "pensa che non spetti a lui fare nomi".

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