Muzzarelli ribadisce:”Fondi solo a chi resta”


BOLOGNA, 5 DIC. 2012 – "Contributi solo a chi non delocalizza": l’assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli, lo ha ribadito dopo la vendita di Gambro, gioiello del biomedicale colpito dai terremoti di maggio, alla multinazionale statunitense Baxter per 3,5 miliardi, rispondendo al capogruppo leghista Mauro Manfredini anche su eventuali agevolazioni alla ceramica Marazzi. In ballo c’é la costruzione del nuovo stabilimento della Gambro Dasco a Medolla-Mirandola, tra le zone più devastate dal sisma, mentre per la Marazzi di Sassuolo il confronto sembrava aver dato risultati positivi per l’occupazione quando si sono diffuse anche qui voci di vendita a un gruppo statunitense, con trasferimento di parte della produzione. Muzzarelli ha ribadito con fermezza la strategia della Regione per evitare delocalizzazioni produttive. La Giunta segue direttamente ogni vertenza nella quale si profilino rischi di ridimensionamento o di spostamento della produzione. Per la Gambro Dasco, l’ultimo incontro con i vertici svedesi aveva registrato un impegno alla ricostruzione per Medolla-Mirandola ma ieri il presidente Vasco Errani – che prima aveva informato gli amministratori svedesi delle misure a sostegno delle imprese danneggiate dal sisma (contributi di ricostruzione e per la ricerca) – ha chiesto l’intervento anche del Governo affinché i nuovi proprietari confermino gli investimenti nei luoghi del sisma. La Giunta è ora in attesa del progetto aziendale, per verificare il rispetto degli impegni presi. E’ chiaro, ha scandito Muzzarelli, "che i contributi saranno concessi solo a chi rimane nell’area colpita dal sisma". Analoga attenzione è dedicata alla Marazzi per i rischi produttivi e per il lavoro. Nessuna delle due aziende ha finora ricevuto contributi dalla Regione (Gambro ha partecipato al bando ‘Ricerca, crescita, innovazione’ ma l’iter non è concluso). In ogni caso, tutti i bandi prevedono la revoca del contributo se il beneficiario perde i requisiti (compresa la localizzazione in Emilia-Romagna) entro cinque anni successivi alla concessione.

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