Mutui, crollo di richiestein Emilia-Romagna


BOLOGNA, 18 GEN. 2012 – La misurazione dei morsi della crisi sulle famiglie italiane si vede anche passando per le banche. Prendendo in esame, ad esempio, quante domande di mutui hanno fatto gli emiliano romagnoli nel 2011, si scopre che sono crollate del 18 per cento rispetto al 2010. Un dato sconfortante se si pensa che i prezzi delle abitazioni, ultimamente, sono più a buon mercato. Ma l’occasione in più per fare affari, non ha assolutamente sostenuto la domanda di prestiti bancari. I motivi principali di questa depressione sono due: il fatto che sia stata sospesa la possibilità di ricontrattare i mutui attraverso sostituzioni e surroghe. E, soprattutto, la maggiore prudenza adottata dalle famiglie rispetto al passato. E’ quasi impossibile oggi non destare apprensione dinanzi a un mercato del lavoro in sofferenza, disoccupazione alta e redditi che, anche per chi ce li ha, sono quel che sono.L’analisi sull’andamento della domanda di mutui in Italia si deve a Crif, agenzia specializzata nelle informazioni creditizie che dispone di una banca dati di ben 78 milioni di posizioni creditizie sparse nel Paese. Il dato regionale (-18%) è maggiore di un punto rispetto a quello nazionale (-19%). La città in regione dove la richiesta di mutui è calata maggiormente è Ravenna (-24%) mentre Rimini ottiene il risultato migliore con un -6%.Il barometro di Crif mette in evidenza anche la tendenza, da parte delle famiglie, a richiedere mutui di durata più lunga e importi più contenuti. Altro segnale che conferma un atteggiamento di prudenza. Se sul fronte della domanda a influire negativamente è un clima di incertezza, sul fronte dell’offerta il problema sta nelle politiche di erogazione applicate dagli istituti, ultimamente molto più caute e selettive rispetto al passato.

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