Musiche tra Mongolia e De André per Mundus a Boretto


REGGIO EMILIA, 14 LUG. 2009 – La musica popolare mongola e le canzoni di Fabrizio de André mescolate insieme per un progetto musicale dalle insolite sonorità. E’ lo spettacolo di scena a Boretto, nel porto turistico, mercoledì 15 luglio alle ore 21 e 30 (ingresso 10 euro). Un evento tra i più attesi del cartellone di Mundus 2009, la rassegna organizzata dalla Provincia di Reggio Emilia (Assessorato alla Cultura) e ATER (Associazione Teatri Emilia-Romagna).Protagonisti della serata l’ensemble Morin Khuur, una delle orchestre più importanti della Mongolia, e Mauro Pagani che ne sarà il direttore. Il tutto per uno spettacolo di grande impatto visivo e sonoro in cui i brani di “Crêuza de mä” di Fabrizio De André verranno rivisitati in chiave mongola e cantati dallo stesso Pagani che è stato uno degli autori del capolavoro del grande poeta e musicista genovese, di cui ricorre il decennale della morte.Un’occasione imperdibile per ascoltare dal vivo la sintesi di due culture musicali dove le sonorità, i canti e gli arrangiamenti eseguiti dagli artisti dell’orchestra mongola sono l’ideale cornice per la versione “orientale” di alcune canzoni di Fabrizio De Andrè e si traducono di fatto in una fusione tra i due mondi di Oriente ed Occidente, quasi percorrendo un’immaginaria Via della Seta. Il progetto gode del patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè, e nel 2010 culminerà in un concerto di chiusura nel Teatro Accademico di Ulaanbaatar in Mongolia, con l’orchestra al completo e vari ospiti italiani.Il titolo suggestivo dello spettacolo “L’azzurro cielo degli incontri”, rimanda ai limpidi scenari dei paesaggi della steppa, che saranno evocati nel suo ricco repertorio musicale attraverso le particolari tecniche della canzone lunga (urtyn duu) e del canto duplifonico (khoomii), entrambi virtuosistici ed esclusiva dei popoli mongoli, assieme al morin khuur (violino mongolo) strumento per eccellenza della musica mongola.

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