Mundus porta a Carpi la rivoluzione degli “Unknown rebel band”


CARPI (MO), 13 AGO. 2009 – La storia raccontata attraverso la musica e le immagini. Questo l’intento dello spettacolo della “The unknown rebel band” che va in scena venerdì 14 agosto a Carpi, nel Piazzale Re Astolfo (inizio ore 21.30, ingresso gratuito). Un progetto al quale partecipano dieci giovani musicisti, tra i più interessanti talenti che la scena musicale italiana (e non solo) abbia visto negli ultimi anni: Giovanni Guidi al pianoforte, Mirko Rubegni, Fulvio Sigurtà alle trombe, Dan Kinzelman, Daniele Tittarelli, Davide Brutti ai sassofoni, Mauro Ottolini a tuba e trombone, Giovanni Maier al contrabbasso, João Lobo alla batteria e Michele Rabbia alle percussioni. “Unknown rebel” è un percorso, una suite sulla libertà, su tutte le libertà. Quella delle grandi rivoluzioni a cui presero parte migliaia di uomini, ribelli sconosciuti; volti senza carta d’identità. Perché dietro ai grandi nomi che sopravvivono alla storia, migliaia sono quelli che nel più completo anonimato la storia la fanno. Ed è intorno a questi uomini che si muove il progetto ideato da Giovanni Guidi: raccontare attraverso la musica queste storie di straordinaria libertà, lo spirito di ribellione e giustizia che attraversa e muove i popoli. Si passa dalla liberazione d’Italia, alla Primavera di Praga, attraverso i desaparacidos argentini, la legge Basaglia – che sancì la fine della segregazione per migliaia di malati psichici – le lotte anticolonialiste in Sudafrica ed Algeria, la rivolta di Piazza Tien an Men- da qui la denominazione “The Unknown Rebel”, dalla foto di quel ribelle sconosciuto in camicia bianca,davanti ai carri armati,entrato nell’immaginario collettivo attraverso una delle immagini più potenti della storia moderna – e la guerra civile spagnola del ’39. Arrivando al G8 e all’onda studentesca che questo periodo sta invadendo le piazze delle nostre città: ribelli sconosciuti del futuro.Musica che diventa un gioco dell’oca della resistenza e della liberazione, raccontato metaforicamente attraverso coloro che ne hanno fatto parte e che non conosceremo mai. Ma nulla a che vedere con nostalgiche visioni nella musica dell’Unknown Rebel Band. Perché la libertà non ha nulla di nostalgico, il senso della libertà ha bisogno di essere nutrito oggi come ieri. In un periodo di revisionismo, in cui la storia si stropiccia, si accartoccia, si cancella e si riscrive, ricordare è una necessità. La musica composta dallo stesso Guidi si muove sui grandi riferimenti orchestrali degli anni sessanta e settanta, dalla Liberation Music Orchestra, all’orchestra di Carla Bley e “We Insist! Freedom Suite Now” di Max Roach, incrociata e mischiata alla tradizone popolare, quella italiana ma non solo, attraverso i temi celebri che hanno accompagnato i grandi movimenti. Alle spalle del gruppo verrà proiettata un’elaborazione grafica incentrata sulle vicende che hanno ispirato il progetto musicale.

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