Muccioli e il rapinatore di Reggio Emilia


20 SET 2009 – Non si può tacere sul fatto che una persona sia stata condannata 27 volte per furto e ricettazione e se ne vada tranquillamente in giro come se niente fosse. Italiano o straniero, o anche “ clandestino marocchino ” come si dice oggi.La vicenda, nella sua aberrazione, è semplice. Un giovane di 22 anni, arrivato in Italia dal Marocco, è nel nostro paese con un “lavoro” ben preciso, come testimoniano le 27 denunce per furto in abitazioni e negozi e per ricettazione. Il giovane fa sede a Reggio Emilia, dove la polizia ogni volta lo acciuffa, lo arresta, lo denuncia per poi ritrovarselo libero qualche tempo dopo. Il prefetto di Reggio Emilia dopo il terzultimo arresto aveva emesso un decreto di espulsione nei suoi confronti. Il ragazzo era stato accompagnato al Cpt di Gorizia, ma era uscito per decorrenza dei termini. Tornato a Reggio, era stato di nuovo arrestato il 20 agosto e inviato al Cie di Brindisi. Ma il giudice di Pace della città pugliese ne aveva ordinato il rilascio. A questo punto il questore di Reggio ha segnalato la questione al ministro dell’Interno (con l’intento di promuovere un ricorso, giustamente aggiungiamo noi, contro l’ultimo provvedimento del giudice di Brindisi).In questi giorni è stata ricordata la figura di Vincenzo Muccioli, morto 14 anni fa. Muccioli, lo ricordiamo ai più giovani, è stato il fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti di San Patrignano, sulle colline di Rimini. Nel 1984 venne processato (e assolto) per aver incatenato alcuni giovani della comunità per impedire loro di andarsene. Una storia controversa ma che divenne a sinistra uno stereotipo. Quello del cattivo educatore con le catene.Peccato che dall’altra parte ci fosse il vuoto.Paolo Villaggio (che oltre ad essere il Fantozzi cinematografico è un uomo colto e appassionato) decise di apparire in tv (era la sera dell’antivigilia di Natale) per raccontare la sua storia di padre di un figlio tossicodipendente che cercò di guarire passando da San Patrignano (dopo aver speso praticamente tutti i soldi guadagnati con i film di Fantozzi in medici e strutture in giro per il mondo – di Muccioli seppe mentre era a Los Angeles con il figlio per una terapia).Disse allora Paolo Villaggio a Mixer: io sono comunista e lo sono sempre stato. Però la sinistra sulla droga e sui drogati non capisce proprio niente.Faceva bene Muccioli a incatenare i suoi giovani ospiti? Non è questo il punto. La questione aperta dall’intervento di Paolo Villaggio fu quella della cultura e della politica di sinistra che consegnavano alla destra la gestione dei tossicodipendenti.Oggi più o meno lo stesso avviene con gli immigrati. Il centrosinistra consegna alla Lega la gestione degli immigrati. La sinistra/il centrosinistra balbettano o tacciono davanti a obbrobri giudiziari come quello del rapinatore in libertà. Non riescono a recuperare quel minimo di voce per dire chiaramente cosa separa il rapinatore seriale reggiano da chi viene in Italia per lavorare. Magari sui gommoni rischiando la vita, fuggendo dalla fame e dalla guerra, e finisce se gli va bene a raccogliere pomodori, schiavo negro esattamente come gli schiavi negri importati dall’Africa negli Stati uniti a raccogliere il cotone. E che con il "clandestino marocchino" di Reggio non hanno proprio nulla a che fare.

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