Mozzarelle blu: indagato il numero uno Granarolo


BOLOGNA, 7 AGO. 2010 – Lui non smebra per nulla sorpereso, e considera l’iscrizione un atto d’ufficio. Fatto sta che da ieri pomeriggio il nome del presidente della Granarolo, Giampiero Calzolari, compare nel registro degli indagati della procura di Torino in uno dei procedimenti aperti dal pm Raffaele Guariniello e dai suoi collaboratori sul fenomeno delle mozzarelle blu. Non si conoscono ancora le ipotesi di reato, ma sembra che gli inquirenti stiano esaminando la posizione di altri dirigenti per valutare analoghe iniziative. Il magistrato aveva cominciato ad interessarsi alla grande azienda alimentare bolognese dopo il ritrovamento di due mozzarelle, vendute in un supermercato di Rivoli, in provincia di Torino, che dopo l’apertura della confezione hanno assunto una colorazione bluastra. L’avvocato Luca Sirotti, che assiste Calzolari, osserva che "tutti i controlli sul lotto in questione, svolti sia in sede amministrativa che in sede giudiziaria, non hanno portato alla luce irregolarità riconducibili all’azienda". "I prodotti Granarolo – afferma ancora il legale – sono risultati perfetti". Le analisi dei carabinieri del Nas di Bologna, ultimate il 28 luglio, avevano dato esito negativo. Ma Guariniello, a Torino, ha comunque deciso di proseguire gli accertamenti anche perché gli esiti dei sopralluoghi della propria polizia giudiziaria hanno portato alla raccolta di elementi considerati molto utili alle indagini non solo sulla casa di Bologna, ma anche, indirettamente, sulla Jaeger, la ditta tedesca alla quale è stata ricondotta l’origine delle mozzarelle "blu" sequestrate dai Nas in varie località italiane."L’inchiesta – precisa Calzolari dopo aver appreso la notizia – è stata oggetto di grande attenzione da parte dei media la scorsa settimana e riguarda la ditta tedesca Jaeger". "Abbiamo fornito – continua il presidente della Granarolo – tutta la documentazione che ci è stata richiesta e che a questo punto gli inquirenti dovrebbero avere acquisito insieme agli esiti degli accertamenti compiuti dalle autorità sanitarie e dai Nas che, lo voglio ricordare, hanno sempre confermato la regolarità dei prodotti, dei processi produttivi e delle acque utilizzate. Siamo fiduciosi che, alla luce dei processi produttivi e degli elementi raccolti, la procura di Torino possa giungere in tempi brevi alla conclusione del caso". "Da parte nostra – conclude il presidente – non cambia nulla. Ribadiamo ancora una volta la nostra disponibilità a collaborare alle indagini, nel rispetto delle regole e della vita commerciale di un’azienda che dà lavoro a 1.500 dipendenti e oltre mille allevatori". e per tranquillizzare i consumatori, si è fatto prontamente immortalare in una foto in cui lui stesso mangia una delle sue mozzarelle.

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