MotoGp al via, cominciano gli esami per Rossi e Ducati


DOHA (QATAR), 17 MAR. 2001 – Il tempo degli annunci e delle presentazioni è finito, d’ora in poi parlerà l’asfalto. Le luci stanno per illuminare il deserto intorno a Losail (Qatar) per il primo Gp della stagione 2011. Oggi tutte le classi del mondiale scendono in pista per le prime prove libere, in vista della gara di domenica sera. Solo lunedì scorso sono terminate le ultime prove pre-campionato che hanno ribadito la superiorità delle Honda nella Motogp, classe che aspetta con trepidazione, il debutto in gara di Valentino Rossi, quest’anno in sella alla Ducati. Il nove volte campione del mondo inizia una parte decisamente impegnativa della carriera. Dopo 15 anni di corse, infatti, l’avventura con la Casa di Borgo Panigale è forse la più difficile. Rossi arriva da una stagione 2010 non certo delle migliori. Prima l’infortunio alla spalla in allenamento (ancora non totalmente risolto), poi il terribile incidente del Mugello, costatogli la frattura scomposta della gamba destra e infine l’operazione alla spalla di cui sopra, che non sta portando ai benefici sperati. A tutto questo si va aggiunta l’anima ribelle della Ducati, con le congenite difficoltà di adattamento che la la Desmosedici richiede ai piloti alla prima esperienza. Valentino, da quando corre nella classe regina, è abituato agli standard giapponesi. Dalla Honda alla Yamaha, Rossi è stato un macinatore di titoli mondiali, mentre la Ducati ha trovato solo in Casey Stoner l’interprete in grado di portare a casa un titolo iridato nel 2007. Questa stagione, dunque inizia decisamente in salita per la nuova coppia italiana della Motogp, ma inizia faticosamente anche per Jorge Lorenzo. Il campione spagnolo, liberatosi della scomoda presenza di Valentino Rossi, ha ora in casa un altro osso duro, l’americano Ben Spies, che nei test è quasi sempre andato meglio di Lorenzo, creando all’iridato più di un fastidio. Chi sembra aver centrato la sua scommessa, invece, è proprio Stoner, che lasciata la Ducati nelle mani di Rossi, si ritrova in sella alla moto più competitiva del lotto, la Honda, appunto. L’australiano ha dominato i test, facendo capire ai suoi due compagni di squadra, Pedrosa e Dovizioso, di non essere arrivato solo per fare numero. Ma la Motogp non è indifferente al dramma del Giappone. A Motegi si sarebbe dovuta correre la terza gara del mondiale. Invece i tragici eventi dell’11 marzo hanno convinto gli organizzatori a spostare il Gp al 2 ottobre. Si tratta di una scelta non definitiva, poiché la situazione in Giappone è ancora incerta. Anzi, le notizie parlano di ingenti danni anche sulla pista di Motegi (di proprietà della Honda) dove si sarebbe dovuto correre. Ma quello che più preoccupa, piloti e addetti ai lavori, è la questione nucleare, dato che nei dintorni della pista ci sono due centrali lesionate. Il dramma della catastrofe naturale giapponese, però, potrebbe avere anche un altro risvolto. La Honda ha già fatto sapere di avere ricambi disponibili per le 6 moto impegnate nella Motogp, fino alla seconda gara, quella di Jerez. Se la produzione non ricomincerà – tutte le Case nipponiche hanno fermato le macchine almeno fino al 20 marzo – ci saranno di certo problemi anche per le corse.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet