Moto Morini, nessuna offerta all’asta di vendita


BOLOGNA, 13 APR. 2011 – Un marchio che ha fatto la storia delle due ruote italiane. Nessuno però sembra volerlo. La Moto Morini, azienda fallita il 18 maggio di un anno fa, non ha trovato nessuna offerta all’asta che si è chiusa oggi al tribunale di fallimentare di Bologna. Nessun gruppo e nessun imprenditore si è fatto avanti per nessuna delle due opzioni d’acquisto disponibili. La prima prevedeva l’acquisizione dell’azienda insieme all’immobile di Casalecchio di Reno per un prezzo di 5,5 milioni. La seconda possibilità, da 2,6 milioni, consisteva invece della sola azienda senza la sede ma con due anni di diritto d’uso, in comodato, insieme a tutti i beni che compongono l’intero complesso aziendale: marchi, disegni, progetti, clientela, impianti e scorte di magazzino.IN REALTA’ QUALCOSA SI MUOVE "Ne prendiamo atto, anche se oggi mi aspettavo che arrivassero delle offerte – ha detto Piero Aicardi, curatore fallimentare al termine dell’udienza – Da un mese e mezzo ho contatti con tre gruppi, due stranieri e uno italiano, interessati all’acquisto e che mi hanno detto che per loro non è una questione di prezzo. Ora dicono di essere arrivati lunghi", nel senso che "non avrebbero ottenuto in tempo i finanziamenti necessari dalle banche".OPERAI SVINCOLATI Niente di fatto, dunque, anche per i quaranta dipendenti di Moto Morini, quasi tutte donne, che dalla scadenza di oggi si aspettavano spiragli di luce sul loro futuro. Una delegazione di lavoratrici era presente in presidio davanti al tribunale. Dal 31 marzo sono a casa senza cassa integrazione, poiché è finito il periodo di esercizio provvisorio. Ciò che rende totalmente disulluse e disincantate le tute blu della Moto Morini è che chi rileverà l’azienda non sarà tenuto a dare loro lavoro.FIOM: PREZZO D’ASTA TROPPO ALTO "Questa è stata la prima asta sulla vendita ma i presupposti perché andasse a vuoto, c’erano tutti – ha commentato Cristina Pattarozzi che segue la vertenza per la Fiom-Cgil – perché i possibili acquirenti avevano manifestato perplessità rispetto al prezzo d’asta. Non ho gli elementi per giudicarlo ma bisogna considerare che ai 5,5 milioni ne vanno aggiunti almeno tre o quattro per rilanciare l’azienda. Diventa un affare da quasi 10 milioni".UN’ALTRA ASTA ENTRO L’ESTATE Secondo il curatore fallimentare Aicardi presto dovrebbe arrivare un’offerta da una delle tre cordate interessate. In quel caso, appena dopo il deposito della richiesta, si terrebbe una nuova asta. Altrimenti? "Valuteremo se fare un’asta a un prezzo più basso, in fondo la legge ce lo consente, lo valuteremo. Ma prima dell’estate qualcosa si farà", ha assicurato. Aicardi ha infine ricordato che l’esercizio provvisorio dell’ultimo anno ha prodotto circa due milioni di incassi che "mi permetteranno di pagare i crediti di tutti i dipendenti". Aicardi a gennaio aveva anche fatto ripartire la produzione per realizzare a prezzi ribassati 45 nuove moto, assemblate con i pezzi rimasti in magazzino permettendo così di richiamare una parte dei lavoratori in cassa integrazione. Le moto sono state vendute in un paio di giorni.

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