Mosley: la Formula 1 può sopravvivere senza Ferrari


ROMA, 2 MAG. 2009 – La rivoluzione in Formula 1 sta facendo venire a galla tutta la melma degli ultimi anni, e non solo dal punto di vista sportivo.Secondo il presidente della Federazione automobilistica internazionale (Fia), Max Mosley, intervistato dal Financial Times, la Formula 1 può andare avanti anche senza la Ferrari nel caso in cui la scuderia di Maranello decida di lasciare il ‘Circus’ in segno di protesta contro l’introduzione del tetto al budget dei team. Mosley dice anche che non si tornerà indietro sulla questione del ‘budget cap’, fissato ad oltre 44 milioni di euro per la stagione 2010. Tutti i team potranno accettarlo volontariamente usufruendo di vantaggi tecnici, in particolare per lo sviluppo del motore. "Lo sport può sopravvivere senza la Ferrari. Sarebbe molto triste perdere la Ferrari. E’ la Nazionale italiana"."Io spero e penso – aggiunge Mosley – che se una scuderia va dal suo board e dice ‘Voglio fare la guerra alla Fia perché voglio essere in grado di spendere 100 milioni di sterline in più di quanto la Fia vuole farmi spenderé, i dirigenti si chiedano perché si possono spendere 40 milioni di sterline se gli altri team possono farlo". Il presidente della Fia ha definito la sua decisione sul tetto ai budget a 44 milioni di euro "forse il più grande passo avanti da quando sono nello sport". "C’è poco margine per negoziare. Ma il messaggio che ricevo dai board di due o tre case costruttrici è: ‘se puoi fare in modo che l’assegno che firmiamo non superi i 25 milioni di sterline, puoi considerarlo come un accordo permanente", rileva."Io credo che il tetto al budget resterà – ribadisce Mosley – C’é un margine per discutere, può salire o scendere nel 2011 e se l’economia si riprende, magari nel 2014, potrebbe aumentare. Si può modificare il limite nell’interesse dello sport, ma per avere una competizione equilibrata". Il fenomeno del ‘credit crunch’ legato alla crisi finanziaria globale – sottolinea Mosley – "non ha ancora preso piede nella Formula 1. E’ andata via la Honda, ma il vero problema ci sarà quando dovranno essere rinnovati i contratti di sponsorizzazione".E BARRICHELLO ATTACCA I FRATELLI SCHUMACHER"Michael Schumacher? Di sicuro non è mio amico". Gli anni passati insieme alla Ferrari non hanno fatto sì che tra Rubens Barrichello ed il sette volte campione del mondo tedesco nascessero rapporti cordiali. Anzi, l’attuale seconda guida della Brawn GP parla in termini diversi del pilota dalla cui personalità, e dai conseguenti comportamenti, ritiene di essere stato penalizzato ai tempi in cui entrambi guidavano, in formula uno, le Rosse di Maranello. Questo ed altro Barrichello lo ha detto nel corso di una lunga intervista concessa al giornalista ed amico Galvao Bueno, celebre ‘voce’ sportiva in Brasile, per il programma ‘Esporte Espetacular’ su Rete Globo, che andrà in onda domani e di cui oggi è stata fornita un’anticipazione sul sito ‘Globoesporte.com’. Barrichello tenta anche di suonare, con esiti contrastanti, la chitarra regalatagli dal grande Eric Clapton, poi parla del suo idolo Ayrton Senna, di cui ieri ricorrevano i 15 anni dalla morte ad Imola, e mostra la sua casa ed i suoi trofei, in mezzo ai quali ci sono anche i caschi datigli da alcuni piloti, come il connazionale Felipe Massa ed il polacco Robert Kubica che a differenza di Schumi sono suoi amici. ‘Robinho’ si dice anche certo del fatto che "prima o poi sarò campione del mondo, perché no?", e parla anche del fratello del suo ex compagno di team alla Ferrari spiegando che "Ralf Schumacher è un arrogante".

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