Morti senza tregua sul lavoro. Operaio ucciso da pressa


BOLOGNA, 2 DIC. 2010 – Quelle delle morti sul lavoro è una serie inarrestabile. Anche in Emilia Romagna, dove a distanza di poche ore dall’incidente mortale di ieri al porto di Ravenna, si registra il decesso di un altro operaio. Il bolognese Marco Tarabusi, di quarant’anni, è stato ucciso questa mattina da una pressa per la compressione dei rifiuti all’inceneritore del Frullo a Granarolo. Da anni Tarabusi lavorava al termovalorizzatore Hera di Granarolo ed era considerato molto esperto. Al momento dell’incidente, si trovava sul nastro che gestisce l’avanzamento dei rifiuti verso il forno, per un intervento di manutenzione. E’ rimasto schiacciato dalla griglia che serve a compattare i rifiuti, che doveva essere bloccata e invece si è attivata e lo ha colpito di lato, schiacciandogli la testa e uccidendolo sul colpo.La prima ricostruzione dell’accaduto farebbe ipotizzare un errore umano: la pompa idraulica che alimenta la griglia non era infatti stata disattivata, come è previsto nelle operazioni di manutenzione. La linea 2 dell’inceneritore, dove è avvenuto l’incidente, è stata posta sotto sequestro dalla Procura.In una nota Hera, ha spiegato che al momento dell’incidente la linea 2 non era in funzione e che le cause sono in fase di accertamento da parte delle autorità competenti. Il Pm di turno Antonello Gustatane ha già disposto l’autopsia del quarantenne.La vittima abitava a Borgo Panigale, alla periferia di Bologna, con la moglie e i tre figli. Quello di oggi è il terzo grave incidente sul lavoro in poche settimane nella provincia. Il 22 novembre scorso un operaio di 30 anni era morto dopo essere caduto dal tetto di un centro sportivo a San Lazzaro di Savena; due giorni dopo un altro operaio, quarantanovenne dello Sri Lanka, è rimasto gravemente ustionato dopo essere caduto in una vasca piena di soda caustica in una ditta di Crespellano.

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