“Morti da amianto, paghi anche lo Stato”


© TelereggioREGGIO EMILIA, 6 OTT. 2011 – Quella della Landini di Castelnuovo Sotto e una vertenza pilota di fronte al dramma di tante vittime di questa malattia professionale.  Mirco Landini, 89 anni, titolare dell’omonima azienda, racconta com’era la situazione in fabbrica quando si lavorava con l’amianto. Non si prendevano molte precauzioni nel maneggiare quella sostanza, altamente cancerogena, che è stata usata in Italia fino al 1992, quando è stata bandita per legge. In quegli anni è esploso il dramma delle morti da tumore. Sofferenze umane, cause civili, condanne delle aziende al pagamento di indennizzi sono lo scenario che ne è seguito.La Landini, che ha riconvertito le sue produzioni e conta oggi 230 dipendenti, ha nove vertenze giudiziarie in corso, con richieste per 7 milioni di euro, di cui 864mila già pagati. Al punto che oggi teme di essere travolta finanziariamente. Per questo la Landini, sostenuta dall’Associazione industriali di reggio e dal suo presidente Stefano Landi, chiama in causa lo Stato nel pagamento delle richieste di indennizzo che le sono piovute addosso. A fine luglio ha presentato una citazione al Tribunale di Bologna contro la presidenza del consiglio in carica e i ministeri della salute, del lavoro e delle politiche sociali. “C’è una responsabilità dello Stato – dicono gli imprenditori – perchè i governi di allora hanno recepito con un ritardo di dieci anni una direttiva europea sulla pericolosità dell’amianto e non hanno garantito la tutela della salute dei cittadini come prescrive la Costituzione”.Guarda il servizio con le interviste all’imprenditore Mirco Landini e al suo avvocato Giulio Terzi

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