Morti bianche, agostoil mese più nerodegli ultimi tre anni


24 SET. 2012 – Anche se da sempre agosto è sinonimo di vacanze, quest’anno le morti bianche non sono andare in ferie. Lo scorso mese è stato il più nero degli ultimi tre anni, con 51 vittime del lavoro contro le 48 del 2011 e le 45 del 2010: + 2,7% rispetto al dato di luglio. Cresce anche, del 3,2%, la mortalità nei primi otto mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011. Sale così a 359 il bilancio delle vittime nei luoghi di lavoro in Italia e a contare il maggior numero di morti bianche non è più la Lombardia, bensì l’Emilia Romagna con 49 infortuni mortali. Ben 9 solo nel mese di agosto: 5 di queste vittime erano occupate nel settore agricoloTra i dati sconfortanti che giungono dalle elaborazioni degli esperti dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering con un monitoraggio puntuale e dettagliato sull’emergenza nel nostro Paese, seguono la Lombardia (46), la Toscana (34), la Campania (27), il Veneto e la Sicilia (26), il Piemonte (23) e l’Abruzzo (20). Osservando poi lo screening dell’Osservatorio sul fronte dell’incidenza di vittime rispetto alla popolazione lavorativa, è l’Abruzzo a guidare ancora la classifica con un indice di 40,5 contro una media nazionale pari a 15,7. Secondo il Trentino Alto Adige (29,8), terzo il Molise (27,7) e quarta la Basilicata (27).Tra le province italiane è Modena a far rilevare il maggior numero di vittime sul lavoro con 17 decessi da gennaio ad agosto. Seconda è Brescia (14), terza Salerno con Torino (11). Il più alto rischio di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa viene invece registrato a Grosseto (93,5). Seguono: Pescara (59,5), Benevento (57,2), Modena (55,9), Avellino (55,2), Nuoro (52,9). La principale causa di morte registrata dall’Osservatorio continua ad essere quella provocata da una caduta dall’alto (24 per cento delle morti), seguita dal ribaltamento di un veicolo/mezzo in movimento (20,6 per cento); al terzo posto lo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti dall’alto (16,7 per cento).Sempre l’agricoltura in un tragico piano con il maggior numero di morti bianche e il 36,9 per cento del totale delle vittime sul lavoro; nel settore delle costruzioni invece è deceduto il 25,1 per cento dei lavoratori. Il 7,8 per cento degli eventi mortali, invece, ha coinvolto gli operatori del commercio e delle attività artigianali; mentre arriva al 6,1 per cento la mortalità nei trasporti, magazzinaggi e comunicazioni.Il dettagliato studio dell’emergenza condotto dagli esperti dell’Osservatorio Vega Engineering (tutti i dati sono disponibili sul sito www.vegaengineering.com) continua quindi con la nazionalità delle vittime. Si scopre così che gli stranieri deceduti sul lavoro sono il 12,1 per cento del totale. I rumeni i più numerosi. Mentre le fasce d’età più colpite sono quelle che vanno dai 45 ai 54 anni (88 vittime) e degli ultrasessantacinquenni (75). Rispetto alla popolazione lavorativa l’indice di incidenza più preoccupante è proprio quello degli ‘over 65’ (199,5); segue il 26,3 della fascia 55-64 e il 14 dei 45-54.

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