Morire di freddo a 20 giorni


BOLOGNA, 10 GEN. 2011 – Senza un posto dove stare. Al riparo dal freddo solo nei giorni e negli orari di apertura di una biblioteca. Altrimenti portato in giro dai genitori per il centro della città. Condizioni di vita che a un certo punto un neonato di venti mesi non è più riuscito a sostenere. E’ successo a Bologna dove una famiglia senza casa ha perso un figlio di venti giorni molto probabilmente a causa del freddo e delle difficili condizioni in cui il piccolo viveva. Un triste fatto accaduto in una città dove non ci si aspettano casi di questo tipo. Una notizia che sta scuotendo il capoluogo emiliano.La disgrazia è avvenuta alla vigilia dell’epifania, ma la notizia si è diffusa soltanto oggi. Il bambino è morto il 5 gennaio all’ospedale Sant’Orsola, il giorno dopo essere stato ricoverato per una crisi respiratoria. Il 118 era stato allarmato, forse dai genitori stessi, all’alba dello scorso 4 gennaio. Un neonato in piazza Maggiore stava male, aveva la febbre alta e faceva fatica a respirare. All’arrivo i sanitari lo hanno trovato con un gemellino, una sorellina di un anno e mezzo, il padre e la madre. Una famiglia reduce da una notte passata all’addiaccio. Il piccolo è stato portato d’ urgenza al pronto soccorso del Sant’Orsola, dove i medici si sono subito resi conto delle due condizioni molto gravi. Il neonato è stato ricoverato in rianimazione, ma non ha superato una crisi respiratoria e il giorno dopo, vigilia dell’Epifania, è morto. Esclusa, dopo gli accertamenti clinici, l’ipotesi che il piccino possa essere stato ucciso da un virus. Gli altri due piccoli sono stati ricoverati nello stesso policlinico per precauzione, ma le loro condizioni sono buone. Madre italiana, bolognese sui 35 anni, negli ultimi mesi si era rivolta più volte alla Caritas. Il padre, toscano d’origine, è stato più volte ospite in un dormitorio della comunità Papa XXIII. Formalmente la famiglia risulta residente ad un indirizzo nel centro storico della città, in via Tovaglie, ma a quanto risulta, di giorno trovava riparo in Sala Borsa, la biblioteca civica multimediale del Comune di Bologna, in piazza Nettuno.LA PROCURA APRE UN’INCHIESTASulla morte del piccolo Devid Berghi il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini, sulla base dell’articolo di Repubblica che per primo ha parlato dell’accaduto, ha aperto un fascicolo di atti relativi al decesso del neonato. L’inchiesta è stata affidata al pm Alessandra Serra, che fa parte del gruppo di magistrati della Procura che si occupa di fasce deboli. E’ stata disposta l’acquisizione di tutta la documentazione relativa alla vicenda. "Si cercherà di capire cosa è successo", hanno spiegato in Procura.

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