Monte Parma a Intesa. La Cgil è preoccupata


PARMA, 16 OTT. 2010 – Non è tutto oro quel che luccica. A pensarlo è la Cgil di Parma che dell’acquisto da parte di Banca Intesa dell’istituto Monte Parma non vede soltanto i lati positivi. Certo c’è la soddisfazione per l’aver messo la parola fine a una situazione di crisi, ma perplessità sorgono nel guardare l’aspetto dell’occupazione e del legame col territorio."La nostra città perde l’ultimo degli istituti di credito locali", dice Patrizia Maestri segretario generale della Camera del Lavoro. Riguardo alla tenuta occupazionale, continua la sindacalista, "non vorremmo fosse messa in discussione da un piano industriale che ancora non ci è stato presentato, tenendo anche presenti gli eventuali effetti sull’indotto"."Ma il nostro ruolo come sindacato – aggiunge – ci impone anche di sollecitare la nuova proprietà ad un rafforzamento del rapporto con il territorio, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese, che hanno tradizionalmente trovato in Banca Monte un supporto locale molto importante, oltre che ai piccoli risparmiatori, famiglie, lavoratori, pensionati."Auspichiamo dunque che in questa delicata fase non venga meno l’appoggio dell’istituto bancario nei confronti soprattutto delle aziende in crisi – conclude Patrizia Maestri – affinché il sistema imprenditoriale della nostra provincia possa far fronte, nel suo insieme, alle difficoltà che il mercato, sia interno che internazionale, continua ad evidenziare".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet