Molte eccellenze e molti vantaggi


(…)Il primo vantaggio è quello legato al forte investimento fatto sul Centro di ricerca internazionale Loris Malaguzzi e il Centro internazionale per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini e delle bambine Reggio Children. Questo centro richiama ogni anno 23mila insegnanti, ricercatori, docenti che da 120 paesi vengono a Reggio Emilia per capire e apprendere, gruppi di ricerca, gruppi di formazione, che ha un network internazionale con cui è in costante attivo contatto. E’ sorprendente andare all’estero e vedere come siamo riconosciuti per questo. Su questo centro sono stati fatti grossi investimenti, merita un ulteriore sviluppo, e ancora maggiore cura, per tendere a diventare sempre di più un punto di riferimento sulla ricerca educativa e sulla ricerca pedagogica.Che senso ha investire nell’educazione pre-scolare? E’ dimostrato che per produrre molto Pil, è necessario investire molto precocemente sulla formazione, a iniziare dai bambini. Nei prossimi mesi noi andremo ad inaugurare la scuola per l’infanzia e la scuola primaria e altri spazi per l’accoglienza, la ricerca e lo studio come il bookshop, la libreria e biblioteca, la caffetteria.Il premio Nobel dell’Economia Gary Becker, che ha voluto conoscere nel 2008 il Centro internazionale, sostiene proprio questo che la formazione pre scolare “… è un ulteriore elemento di rinforzo rispetto alla produzione del Pil”. Anche il lavoro che stiamo impostando sui Tecnopoli, di comune accordo con Provincia, Camera di Commercio e Regione, mira a rafforzare questo grande asse della conoscenza rappresentato da due poli di ricerca su due nuovi settori economici, uno più consolidato, quello della meccatronica e l’altro in via di sviluppo, come quello delle energie rinnovabili. Ancora una volta una economia forte e competitiva, è una economia che produce ricchezza e che dà lavoro stabile e ancora una volta l’investimento su un tecnopolo significa attrarre qui capitale umano di qualità e creare le condizioni perché possa mettersi in gioco, fornendo spazi, risorse e tutoraggio, come abbiamo già fatto con il progetto In Mentor, in collaborazione con l’Università e con Industriali Reggio Emilia. E’ possibile invertire una tendenza. Spazi e risorse per coloro che hanno idee creative e innovative. Come per il tecnopolo della meccatronica, che rappresenta un punto di eccellenza, come voi sapete, con più di 200 aziende di riferimento. E quale il tecnopolo del consorzio delle tecnologie delle energie rinnovabili, che avrà sede a Reggio Emilia e che per noi rappresenta il punto di forza della operazione Enia–Iride. Una operazione, la fusione tra le due multiutility, che dà vita al secondo operatore nazionale del settore, mira a rafforzare un asse importante nel nostro territorio, a dargli una dimensione di tipo nazionale ed internazionale, a produrre ulteriore qualità di servizi. Una grande operazione di carattere industriale, nell’ottica della tradizione di questo territorio. E’ un’operazione che concluderemo nelle prossime settimane, c’è una forte mobilitazione politica a riguardo, non è in stallo, ma in fase di approfondimento di alcuni dettagli; poi punteremo molto sullo sviluppo di questo centro di ricerca perché crediamo nella sua forza per il futuro.Per procedere con la galassia di queste eccellenze della conoscenza, vorrei ricordare l’Irccs, cioè il riconoscimento dato dalla Regione all’Azienda Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, che è già un punto di forza, come Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico. La trama connettiva di queste economie della conoscenza è l’Università di Modena e Reggio. Come elemento è in connessione con, ad esempio, il previsto sviluppo di Ingegneria energetica, con l’unico centro di ricerca dipartimentale universitario in Italia dedicato ai nuovi media, “Opera”. Dobbiamo dire la verità, l’università non è ferma, deve entrare più in dialogo con la città e si deve creare un meccanismo di attrazione reciproca. L’Università è chiamata a un ruolo decisivo. E se i docenti e gli studenti sono cresciuti, contrariamente a quanto si dice, nondimeno l’Università a Reggio Emilia deve entrare maggiormente in dialogo e in sintonia con la città e con lo stile di condivisione che ci è proprio. Il Campus Universitario è avanzato con i sette padiglioni, con l’impegno della Provincia e del Comune anche per quanto riguarda la convenzione per la riqualificazione delle nuove destinazioni di Villa Marchi. Chi ha detto che il campus è dimenticato? Anche la Zucchi è stata completata e consegnata all’Università e i lavori ai chiostri di San Pietro sono a uno stadio avanzato. Quindi l’Ospedale, il Centro Internazionale per l’Infanzia, il tecnopolo per la meccatronica, il centro di ricerca delle energie rinnovabili, insieme all’asse portante all’Università, con il Campus al San Lazzaro, rappresentano appunto il presente e il futuro di quella economia della conoscenza. Su tutti questi assi sono stati posti negli anni risorse importantissime, per opere infrastrutturali e per lo sviluppo appunto della conoscenza all’interno della nostra comunità.(6) LE RELAZIONI FRA LE PERSONE E LE GENERAZIONI FUTURE

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