Modena, vendemmia ai minimi storici


©Trc-TelemodenaMODENA, 7 NOV. 2011 – L’oro nero di Modena, si sa, è l’aceto balsamico, ma mai come quest’anno il paragone con il petrolio appare azzeccato. Una vera rarità, da maneggiare con cura perché non finisca troppo presto. Colpa della vendemmia, la più scarsa dal 1948, quando furono prodotti meno di 41 milioni di ettolitri di vino. A lanciare l’allarme è stato stamattina il Consorzio Aceto balsamico di Modena, sulla base dei dati diffusi da Assoenologi. La vendemmia 2011, di buona qualità, ha però visto una riduzione dei volumi superiore al 15%. Risultati deludenti, secondo il Consorzio, in parte dovuti alle condizioni climatiche, in parte a variazioni strutturali come la cosiddetta ‘vendemmia verde’ che premia la distruzione dei grappoli acerbi prima dell’estate. Da qui la preoccupazione per l’aceto balsamico, la cui richiesta è in forte crescita anche sui mercati esteri, alla cui base c’è il mosto d’uva. E così, vista la vendemmia ridottissima, mosti e aceti stanno subendo un’inattesa impennata dei prezzi, con aumenti per il mosto d’uva che vanno dal 30 fino al 50%, e per l’aceto di vino intorno al 40%. Facile prevedere che anche i prezzi dell’aceto balsamico saliranno di conseguenza. Il Consorzio però non teme un calo degli acquisti, in quanto ritiene che il prezzo di vendita al dettaglio, in media 5 euro al litro per le qualità correnti di Aceto balsamico di Modena Igp, è ancora sostenibile, quanto per l’impossibilità degli operatori a far fronte alle esigenze, per la mancanza di materie prime reperibili sul mercato.

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