Modena, terziario a segno +


Il segno è più, anche se l’incremento è lieve, ma è proprio questa tendenza ad assumere “un significato particolare perché interrompe una spirale negativa che, con sfumature differenti, era in atto da tempo”: il commento è di Giorgio Vecchi, presidente provinciale di Confcommercio e guarda ai risultati del terziario nel primo trimestre dell’anno. Dall’analisi effettuata dall’ufficio studi di Confcommercio sui dati Infocamere, il numero delle imprese attive nella nostra provincia è aumento di 60 unità nel confronto con l’anno passato: numeri reali che fanno salire il conto da 16.022 a 16.077 imprese del settore. Riprende fiato il commercio al dettaglio e torna il segno più anche nel comparto del turismo. A crescere soprattutto il settore della ristorazione, bar e ristoranti che aprono soprattutto nella città capoluogo. Per Massimo Malpighi, presidente cittadino di Confcommercio, sono tre i fattori da tener presente: la liberalizzazione del settore, per certi aspetti selvaggia; un cambiamento nelle abitudini alimentari delle famiglie che hanno accentuato la propensione verso consumi fuori da casa; a pesare è anche l’incremento della vocazione turistica di Modena. In ripresina il mercato della casa e di conseguenza il numero dei mediatori immobiliari. Piccoli passi in avanti nel settore degli agenti e dei broker assicurativi e del commercio ambulante. Spiragli di luce, per Confcommercio, che vanno potenziati con politiche e investimenti mirati sul piano nazionale e locale.  Dispiace prendere atto – conclude l’associazione – che il Documento di economia e finanza presentato dal Governo non contenga alcuna azione a favore delle micro imprese e delle pmi.

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