Modena segnata dal corteo anti-Cie


in collaborazione con TRC TelemodenaMODENA, 20 GIU 2010 – E’ durata a lungo, fin oltre la mezzanotte e in alcuni casi per tutta la notte, la mobilitazione delle forze dell’ordine modenesi impegnate a vigilare sulla manifestazione anti Cie che ieri pomeriggio ha paralizzato il centro di Modena, generando un clima di tensione sconosciuto sotto la Ghirlandina. Il livello di guardia è rimasto altissimo per ore, anche dopo lo scioglimento del corteo. Carabinieri e poliziotti non hanno mai mollato la presa, vigilando sul deflusso degli anarchici e scortando i vari gruppi verso stazioni e parcheggi fino a quando, a bordo di treni, autobus o auto private, non hanno lasciato la città. Il presidio sugli obiettivi ritenuti sensibili, come per esempio le stazioni di servizio e le banche, è stato mantenuto fino alla partenza dell’ultimo manifestante e, in alcuni casi, anche per tutta la notte. Una misura di sicurezza tra le tante adottate in questa occasione che, nell’insieme, hanno permesso alla città di superare con un bilancio contenuto di danni una manifestazione apparsa fin dall’inizio come ad alto rischio. Questa mattina, nonostante la pioggia battente, si è lavorato per ripulire le vetrine di negozi e istituti di credito imbrattate con la vernice e per rimuovere le scritte ingiuriose tracciate sui muri con lo spray, tra lo stupore e l’indignazione dei modenesi a passeggio per il centro. La Questura cittadina ha fatto sapere di avere già acquisito tutta la documentazione filmata del corteo, tramite la quale si cercherà nei prossimi giorni di dare un nome e un cognome agli autori dei danneggiamenti. E’ stato inoltre identificata e denunciata la persona che ha noleggiato il furgone impiegato per il trasporto del materiale utilizzato dai vandali.Il giorno dopo, Daniele Giovanardi, è già al lavoro, lontano da Modena, ma inevitabilmente nella mente ha ancora le immagini della violenta manifestazione di ieri contro i Cie, ma soprattutto contro di lui e la Misericordia, di cui è presidente. “Modena laica, democratica e antifascista non meritava di subire l’onta di questa azione da squadristi”, aveva commentato ieri a caldo, oggi invece Daniele Giovanardi guarda, giustamente preoccupato, al futuro: “Mi auguro – ci dice – che la magistratura riesca nel tempo ad isolare questi violenti: non possiamo vivere scortati per tutta la vita”. Già perché la manifestazione di ieri è stata solo la punta dell’iceberg di una vasto repertorio di atti vandalici, minacce e insulti che il presidente della Misericordia e l’associazione di volontari subiscono da anni, da quando cioè hanno iniziato ad occuparsi della gestione dei Cpt di Modena e Bologna, oggi trasformati in Cie. Ma centri di questo tipo in Italia ce ne sono tanti e allora perché proprio Modena, la Misericordia e Legacoop, dove ieri i manifestanti hanno tagliato i fili delle telecamere? “Perché noi siamo dei pontieri, come in un altro campo lo fu Marco Biagi”, risponde Giovanardi, “E per questo diamo fastidio”. “Noi – continua il presidente della Misericordia – con gli immigrati lavoriamo tutti i giorni, oggi in sede alla Madonna del Murazzo, ci sono 400 filippini per la loro festa, e tra venti giorni ci saranno ghanesi e nigeriani e ci battiamo tutti i giorni con proposte concrete, come quando chiedemmo la regolarizzazione delle badanti e dei clandestini che però avevano un posto di lavoro, perché nel nostro rapporto con gli immigranti ci sia umanità e severità, ci siano diritti e doveri. E questo è inaccettabile per chi ritiene di dover abbattere e distruggere tutto per costruire una società senza regole”.Pighi: "Comune si costituirà parte civile" Le telecamere, almeno quelle non oscurate dagli stessi manifestanti, hanno registrato le immagini di quanto è successo ieri pomeriggio in città. Le indagini sono già partite per cercare di individuare i responsabili dei vandalismi più esasperati. E’ questa, forse, la risposta alla domanda che tanti si fanno il giorno dopo: ma chi pagherà per questo scempio? Ne è convinto il sindaco di Modena Giorgio Pighi che ha definito i manifestanti “teppisti” e “delinquenti” anche nel corso della trasmissione di Trc Telemodena “La città”. L’altra domanda è: si doveva evitare il corteo? Ma soprattutto: era meglio farli passare fuori dal centro storico? La risposta, dice il sindaco, deve essere affidata a chi studia queste questioni per mestiere. L’esempio di altre città ci insegna che se il corteo fosse stato annullato, queste persone sarebbero arrivate in città lo stesso spalmando la loro violenza in ogni dove. E farli passare per la periferia poteva significare, ad esempio, avere auto incendiate al posto di vetrine imbrattate. Dilemma non certo semplice da sbrogliare.

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