Modena, rallenta la crisidel manifatturiero


MODENA, 9 AGO. 2013 – Dopo ben cinque trimestri consecutivi con il segno meno, la manifattura modenese torna a sorridere. Le difficoltà non mancano, tra aprile e giugno 2013 la produzione cala ancora di circa un punto percentuale rispetto all’anno precedente e sul mercato interno si continua a faticare per quanto riguarda gli ordinativi. Ma il più 2,3 per cento alla voce fatturato rischiara, e non di poco, l’orizzonte per le imprese fino a 50 dipendenti della provincia. I dati diffusi da Cna premiano soprattutto la meccanica, spina dorsale della manifattura modenese. Bene anche la maglieria, di nuovo stabile e trascinata come sempre dall’export, arrivato ormai a oltre il 34 per cento del fatturato. Il biomedicale supera la botta del terremoto con un +8,8 per cento, e i macchinari elettrici ed elettronici arrivano a +7,1. In negativo rimane invece l’agroalimentare, che stabilisce addirittura un record al ribasso con un meno 15,4 per cento di fatturato. E poi ceramica a meno 14,5 e abbigliamento a meno 4. “Non si tratta di una crescita – ammette il presidente di Cna Modena Umberto Venturi – ma dobbiamo vedere in questi numeri il bicchiere mezzo pieno. Ora però anche la politica deve fare la sua parte per alimentare la fiducia delle aziende”. Il riferimento è alla norma sulla responsabilità solidale sugli appalti, rimasta in piedi malgrado l’abolizione del Durt nel Decreto del Fare, che proprio stamattina, con il via libera alla Camera, è diventato legge.

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