Modena,piano del commercio ancora in alto mare


©Trc-TelemodenaMODENA. 22 GIU. 2011 – Il piano del commercio ricorda sempre più la tela di Penelope, che la sposa di Ulisse tesseva di giorno e distruggeva di notte, per non finire nelle braccia dei Proci. Lo stesso accade al piano provinciale che il presidente Sabattini sta provando a far accettare sia ai sindaci sia alle associazioni di categoria, senza però grandi risultati.Lo si è capito anche nell’incontro odierno, quando la Provincia ha presentato ai rappresentanti delle organizzazioni economiche le modifiche al piano concordate con i comuni. Parziale riduzione delle superfici dei nuovi ipermercati che gli operatori hanno bocciato senza sconti, rilanciando la richiesta di una moratoria di tre anni.In piena crisi dei consumi, con gli operatori esistenti che faticano a sopravvivere – hanno ribadito alla Provincia – è sbagliato voler costruire nuovi ipermercati, anche recuperando vecchie aree industriali dismesse. Il rischio concreto, sottolineano da giorni le associazioni, è che salti l’attuale equilibrio della rete commerciale modenese che consente a molti piccoli negozi di sopravvivere e di valorizzare i centri storici dei comuni.In attesa di capire se c’è spazio per riprendere la trattativa, o se comuni e Provincia vorranno andare avanti per la loro strada, stamattina i rappresentanti di Confesercenti, Lapam, Cna e Confcommercio hanno consegnato in comune a Modena 1200 firme contrarie al nuovo centro commerciale di via Morandi. Caso specifico di un problema molto più complesso.

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