Modena: il giorno di Napolitano


Trc-Telemodena18 MAR. 2009 – Un Napolitano attento alle esigenze del paese reale: è quello che abbiamo visto, questa sera, a Modena, nella sua prima uscita ufficiale nella nostra città. E’ arrivato puntuale, poco dopo le 18.00, alla Camera di commercio, ha ascoltato attentamente i discorsi del presidente Torreggiani e dei due imprenditori Marchesini della Wam Group e Ivana Borghi della cooperativa Csc di San Cesario, tanto che li ha citati più volte nelle sue conclusioni, tratte, prevalentemente, a braccio. Il presidente ha ribadito che non bisogna limitarsi a guardare ai dati economici statistici per tentare di capire questa crisi, bisogna invece andare tra le forze vive del paese: questo è il significato della sua venuta a Modena. Del nostro tessuto economico ha voluto sottolineare i punti di forza: il dinamismo imprenditoriale, la coesione sociale e il fatto che qui abbiano scarso peso le contrapposizioni pregiudiziali. “La prova più alta – ha sottolineato Napolitano – è infatti la capacità di unire le forze: e voi, in questo senso, siete un esempio positivo”. E poi l’altra caratteristica delle nostre imprese che può essere di esempio per uscire dalla crisi: l’apertura internazionale. E proprio a questo proposito, citando la definizione che lo stesso Marchesini aveva dato della sua azienda ovvero “multinazionale tascabile”, Napolitano è incappato in una piccola, simpatica gaffe, colta forse solo dai giornalisti modenesi presenti: parlando del paese della Bassa dove ha sede l’azienda ha detto “Cavezza” e non Cavezzo. Citando, infine l’altro intervento, quello della Borghi, Napolitano ha sottolineato il valore delle cooperative definite come un’esperienza originale che possono dare un contributo per uscire dalla crisi anche a livello nazionale. Il presidente della Repubblica, ancora una volta, anche a Modena, ha invitato ad avere fiducia, non ha voluto essere pessimista, non per questo, però, si è nascosto i problemi del sistema paese, un sistema che si porta ancora dietro zavorre e ostacoli ereditati dagli anni passati. Solo rimuovendoli saremo in grado di costruire un paese più forte – ha concluso – un’Italia più giusta.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet