Modena, Hera presenta il bilancio di sostenibilità


MODENA, 18 MAG. 2011 – Garantire la continuità e la solidità dell’azienda restituendo al territorio in cui si opera ricchezza economica, ma anche ambientale e sociale. E’ questa la strada che ha scelto di seguire il Gruppo Hera, che proprio per confrontarsi sugli impegni presi e le prospettive future ha organizzato ggi presso la sede della Camera di Commercio di Modena il convegno di presentazione del Bilancio di Sostenibilità 2010. All’evento hanno partecipato vari esperti e rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco Giorgio Pighi, il presidente del Gruppo Tomaso Tommasi di Vignano, l’amministratore delegato Maurizio Chiarini e il vicepresidente Giorgio Razzoli.La strategia scelta sembra dare i suoi frutti: Hera continua infatti a crescere e a creare ricchezza economica sul territorio. Oltre 1 miliardo e 600 milioni è la ricaduta del Gruppo solo nell’area servita, tra valore aggiunto distribuito e forniture da imprese locali. Il dato relativo al valore aggiunto è aumentato del 7% rispetto al 2009, arrivando a 804,3 milioni di euro, e si compone in particolare di stipendi ai lavoratori (45%), dividendi agli azionisti del territorio (10%), imposte, tasse e canoni agli Enti locali (15%), liberalità e sponsorizzazioni (0,2%). Nel 2010 il valore economico delle forniture dal territorio (che rappresentano il 64% del totale) è, invece, pari a 848,6 milioni, e porta la ricchezza complessivamente distribuita a 1.652,8 milioni di euro.Non solo ricadute economiche, ma anche qualità. Nel 2010 sono stati raggiunti importanti risultati, che testimoniano la qualità del lavoro e dei servizi erogati. Tutte le Strutture Operative Territoriali di Hera hanno ottenuto la certificazione OHSAS 18001, che riconosce la capacità di dotarsi di processi di lavoro, prassi e procedure necessarie a garantire la massima sicurezza ai propri dipendenti in ogni settore e prevenire eventuali incidenti. Hera resta, inoltre, una realtà che offre opportunità di lavoro: negli ultimi 3 anni sono state assunte a tempo indeterminato 570 persone, di cui 176 nel solo 2010, tra cui numerosi giovani laureati. I contratti di questo tipo nell’ultimo anno aumentano e raggiungono così il 95,8% del totale.Nel Modenese, in particolare, Hera ha complessivamente distribuito ai suoi principali interlocutori sul territorio (azionisti, lavoratori, pubblica amministrazione, comunità locale) un valore aggiunto pari a circa 87 milioni di euro. Considerando inoltre il valore economico delle forniture da aziende locali, la ricchezza complessivamente distribuita ha superato i 142 milioni. Di questi, circa 15,5 milioni sono stati distribuiti ai soci pubblici e privati residenti nel territorio a titolo di utili. 55,5 milioni di euro sono, invece, andati ai 1.075 fornitori con sede nel territorio di Modena, che hanno mantenuto la loro quota sostanzialmente stabile intorno al 10% sul totale del valore delle forniture del Gruppo.“Le ricadute del nostro operato in una prospettiva di sostenibilità – spiega Maurizio Chiarini, Amministratore Delegato di Hera – confermano che nella strategia di Hera la creazione di valore per gli azionisti è connessa al progresso economico e sociale del territorio in cui l’Azienda opera. Oltre al dato della ricaduta economica credo sia significativa la mole di investimenti che Hera è stata in grado di mettere in campo sin dalla sua nascita. Una quantità ben superiore alla sommatoria di ciò che sarebbero state in grado di produrre le singole utilities locali”.Ma nell’incontro di oggi si è avuta anche l’occasione di conoscere il parere di Jean-Paul Fitoussi, professore presso ‘Institut d’Études Politiques (IEP) di Parigi e la Luiss di Roma, membro del Consiglio di analisi economica del Primo Ministro francese ed editorialista di Repubblica e Le Monde, che ha tenuto un intervento dal titolo “Oltre il PIL: l’urgenza e le ragioni della definizione di un nuovo modello”. “La crisi, tuttora in corso – ha detto –, è stata causata soprattutto da una mancanza di sostenibilità dovuta a un aumento, negli ultimi decenni, della disuguaglianza economica in tutti i Paesi avanzati. Una larga maggioranza della popolazione ha sostanzialmente visto regredire il proprio reddito e questo ha determinato una domanda globale molto debole".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet