Modena, chiudono sempre più imprese


MODENA, 23 APR. 2013 – Il Registro Imprese della Camera di Commercio assomiglia sempre di più a un lungo necrologio. L’elenco, sempre più preoccupante, delle imprese che non riescono a sopravvivere alla crisi, bollettino drammatico di una subdola guerra. I dati del primo trimestre del 2013 confermano la gravità della situazione. In termini assoluti, il numero delle posizioni registrate, 74.930, si è ridotto rispetto alla fine del 2012 di altre 459 unità, con un calo dello 0,59% che pone Modena al 45esimo posto tra le province italiane, con un dato peggiore della media nazionale (-0,51%). Le imprese più in difficoltà risultano quelle artigiane (-1,33%), in particolare nel settore manifatturiero e in agricoltura, calo lieve per le costruzioni, pressoché stabile il settore dei servizi. Un quadro a tinte fosche mitigato da alcune considerazioni generali: l’andamento di iscrizioni e cessazioni ha infatti una componente stagionale e il primo trimestre è sempre il più negativo. Inoltre, il modenese si dimostra più dinamico del resto della Regione con un aumento significativo alla voce nuove iscrizioni (+5,4%). Ben 1731 le nuove posizioni aperte a fronte di 2175 cessazioni non d’ufficio. Analizzando le forme giuridiche, aumentano le società di capitali, mentre continua il calo delle ditte individuali. In totale le imprese attive al 31 marzo sono 67361, 417 in meno di fine 2012. La variazione annuale del numero delle imprese attive per settori mostra quasi tutti segni negativi per le industrie manifatturiere, con la diminuzione più sensibile per la stampa e riproduzione di supporti registrati (-5,9%) seguita dalla fabbricazione di mobili (-5,3%) e dall’industria chimica e farmaceutica (-4,7%). Male anche la ceramica (-4,2%) ed il tessile abbigliamento (-3,8%). Segni positivi per la riparazione, manutenzione ed installazione macchine (+5,7%), i mezzi di trasporto (+4,4%) e l’industria alimentare (+0,9%). I servizi hanno un andamento migliore sia per un maggior numero di variazioni positive, sia per la minore entità delle diminuzioni: sanità e assistenza sociale +5,2%, servizi di informazione e comunicazione +3,9% e noleggio e altri servizi alle imprese +3,3%. Segno meno per le attività finanziarie e assicurative (-2,0%) e per il trasporto e magazzinaggio (-1,9%).

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