mo 30 /3/2012 Marazzi amplia le linee dello stabilimento di Mosca


sassuolo 30 marzo Il prossimo luglio l’inaugurazione di una nuova linea produttiva in Russia, per un investimento di 9 milioni. E davanti, ma ormai visibile, c’è il traguardo dei 100 milioni di metri quadrati annui di piastrelle che l’azienda punta a raggiungere in poco più di un anno e mezzo e che nel mondo è appannaggio di due sole realtà: Rak Ceramics negli Emirati Arabi Uniti (con 117 milioni di mq) e la conglomerata thailandese Siam Cement Group (108 milioni).Sono sempre più all’insegna dell’internazionalizzazione e della crescita produttiva i programmi del gruppo Marazzi, leader del settore ceramico con headquarter a Modena e 13 stabilimenti sparsi fra Italia, Spagna, Francia, Russia e Usa. Con l’apertura della quarta linea produttiva il gruppo scommette con ancora maggior decisione sulla Russia da cui quindi arriveranno 29,5 milioni di mq annui di prodotto, a fronte dei 32 dall’Italia e dei 96,5 milioni complessivi. «Per il nostro settore – afferma l’amministratore delegato, Maurizio Piglione – la Russia sta diventando, se non lo è già, il quarto mercato al mondo, dopo Cina, Brasile e India e prima degli Stati Uniti». Da qui l’intenzione di cavalcare l’onda con un piano di investimenti da 50 milioni fra 2011 e 2012 di cui fa parte questa ultima operazione nel sito di Orel, nei pressi di Mosca. Il tutto per puntare ad aumentare la quota di mercato russa – il 13%, che fa di Marazzi il leader nel Paese – ma anche per conquistare posizioni nell’area dell’Est Europa: «Abbiamo chiuso un accordo con un distributore a Riga, in Lettonia, per essere più presenti sui mercati dei Paesi baltici».Di certo il mercato russo sta dando soddisfazioni all’azienda con vendite salite nel 2011 del 25%, all’interno di un anno che a livello consolidato e per tutti i mercati si è chiuso per Marazzi con un fatturato di 832,5 milioni (+2% rispetto al 2010). Ancora meglio è andata per l’utile netto, cresciuto del 46% a quota 20,1 milioni. «Molto del miglioramento della redditività – precisa Piglione – è dovuto alla riduzione del carico medio fiscale». Di questi tempi sembra un paradosso, possibile però proprio grazie al grado di internazionalizzazione che permette di «realizzare utili crescenti legati alla aumentata presenza in Paesi dove il tax rate è più basso, come Russia e Usa».Il gruppo guarda dunque al 2012 come a un anno di crescita, soprattutto all’estero in cui oltre a Russia e Usa particolare attenzione sarà riservata alla Francia, con il rilancio dei prodotti a marchio Cerabati, brand storico transalpino acquisito dal gruppo. In questo quadro l’ad di Marazzi esclude disimpegni in Italia. «Qui abbiamo la testa e le nostre radici. Se i risultati sono in miglioramento pur in un contesto tornato difficile – dice Piglione – lo si deve però, oltre agli investimenti in tecnologie e ricerca, alla presenza diretta in vari Paesi, che ci fa cogliere più rapidamente i trend di consumo».

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet