ECCO LA SEMESTRALE DI BPER- BENE LA CAPOGRUPPPO


MODENA 29 AGOSTO Il Consiglio di Amministrazione della Banca popolare dell’Emilia Romagna ha esaminato ed approvato i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo del primo semestre 2012.Ieri l’agenzia internazionale di rating Fitch, ha confermato i rating di “Long-term” e “Short term” rispettivamente a “BBB” e “F3” con outlook “negativo”.Allo stesso tempo, Fitch ha confermato il rating di “Long-term” e “Short-term” di Meliorbanca rispettivamente a “BBB“ ed “F3” con Outlook “Negativo” Il primo semestre è stato caratterizzato dal protrarsi della fase di debolezza dell’economia, in particolare nell’Area Euro, anche se con andamenti differenziati a seconda dei paesi. Le prospettive macroeconomiche permangono deboli e i primi segnali di ripresa dovrebbero manifestarsi solo nel 2013.In Italia, l’economia reale continua a mostrare segni di debolezza. All’attuale difficile contesto economico, si è aggiunto un evento straordinario, quale il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel maggio scorso, che ha contribuito a rendere la situazione ancor più delicata. Nonostante ciò, il Gruppo BPER, fedele ad una politica di sostegno al territorio, ha continuato a privilegiare la relazione con la propria clientela, principalmente composta da famiglie e piccole e medie imprese, fornendo il supporto necessario con ogni risorsa disponibile. I risultati del Gruppo BPER nel primo semestre del 2012 risultano influenzati dal deterioramento dello scenario congiunturale e dalle avverse condizioni del mercato, in particolare nel corso del secondo trimestre. Nonostante ciò, si evidenzia il positivo andamento dei ricavi della gestione caratteristica accompagnati dal significativo contenimento dei costi operativi, ai quali si contrappone un incremento delle rettifiche su crediti.Il margine di interesse si attesta a € 657,2 milioni (+1% anno su anno, -4,7% rispetto al trimestre precedente), sostenuto anche dall’incremento del portafoglio di attività finanziarie. Nel secondo trimestre si è registrata una contrazione dei tassi riferibili all’attivo commerciale a seguito della costante riduzione dei tassi di mercato (Euribor medio a 3 mesi -35 bps sul trimestre precedente), che ancora non si è tradotto in un’analoga riduzione del costo della raccolta. Le commissioni nette, pari a € 353,5 milioni (+3,7% anno su anno, +5,8% rispetto al trimestre precedente) mostrano un risultato positivo, attribuibile principalmente al contributo dell’attività bancaria tradizionale, anche tenuto conto dei maggiori oneri sostenuti per l’attivazione di nuovi canali di raccolta e per le passività garantite dallo Stato. Il risultato netto delle attività di negoziazione (compresi i dividendi) si è attestato a € 73,4 milioni, in significativo incremento rispetto al primo semestre dell’anno precedente. Hanno concorso a tale risultato il contributo positivo delle plusvalenze riferite a titoli di debito per € 45,1 milioni, per buona parte imputabili al mark-to-market positivo relativo ai titoli governativi italiani in portafoglio ed il contributo negativo della ”Fair Value Option” sulle passività finanziarie per € 18,4 milioni. Nel secondo trimestre, il risultato netto della finanza registra una contrazione a causa, in particolare, dell’andamento negativo del mercato dei titoli di Stato Italiani che ha prodotto un ridimensionamento delle plusvalenze su titoli di debito (- € 28,9 milioni). Da segnalare l’effetto positivo sul risultato netto degli utili derivanti dall’operazione di riacquisto di passività subordinate Lower Tier II pari a € 21,6 milioni, al lordo del relativo impatto fiscale, conclusa il giorno 5 aprile 2012 per un ammontare nominale complessivo di € 175,2 milioni.Il margine di intermediazione risulta pari a € 1084,1 milioni nel periodo, con una crescita del 4,2% anno su anno. Nel secondo trimestre, il margine registra una contrazione dell’8,7%, principalmente a causa del minore apporto dell’attività di negoziazione già evidenziato. Le rettifiche nette su crediti e su altre attività finanziarie si attestano a € 295 milioni, in sensibile incremento rispetto al semestre precedente (+63,1% anno su anno), riferibili prevalentemente a rettifiche operate al comparto del credito (€ 289,6 milioni, +64,8% anno su anno), in conseguenza dell’ulteriore deterioramento delle condizioni congiunturali e degli effetti provocati dal sisma in Emilia Romagna del maggio scorso. L’incremento delle rettifiche su crediti operate in particolare nel secondo trimestre (€ 190,9 milioni) è dovuto sia agli effetti del sisma che ad un approccio valutativo del credito particolarmente conservativo, giustificato dalla straordinarietà dell’attuale fase del ciclo economico italiano. Ne consegue un lieve miglioramento del livello di copertura dei crediti dubbi totali rispetto al trimestre precedente, ora al 31,9% rispetto al 31,7%: in incremento il livello di copertura di incagli, crediti ristrutturati e scaduti, mentre si stabilizza al 52,2% il coverage delle sofferenze. Per effetto degli eventi sopra menzionati, il costo del credito complessivo al 30 giugno 2012 è risultati pari a 60 bps (119 bps su base annua) in peggioramento rispetto ai 37 bps dello stesso periodo del 2011 (71 bps alla fine dello scorso esercizio), anche a causa degli effetti sopra menzionati.Il risultato netto della gestione finanziaria, pari a € 789 milioni nel semestre, registra un decremento del 8,2% anno su anno (-31% trimestre su trimestre). I costi operativi, al netto degli altri oneri e proventi di gestione, risultano pari a € 629,8 milioni nel primo semestre del 2012, in diminuzione del 2,4% anno su anno, a conferma del continuo impegno del Gruppo nel perseguire incisive ed efficaci politiche di gestione e contenimento dei costi. Le spese per il personale risultano pari a € 403,3 milioni, in calo dello 0,85% anno su anno. Le altre spese amministrative ammontano a € 250,6 milioni, in incremento dell’1% anno su anno. La crescita è totalmente riferibile alla componente imposte e tasse, il cui recupero, pressoché integrale, è allocato alla voce “Altri oneri e proventi di gestione”; al netto delle stesse, le altre spese amministrative risultano in calo del 4,4% anno su anno. L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte si attesta, nel periodo, a € 162,7 milioni (-16,8% anno su anno). Le imposte sul reddito di periodo sono pari a € 85,4 milioni. Il tax rate si attesta al 52,5% (51,7% nel primo semestre del 2011). Il credito d’imposta non contabilizzato nel semestre, in quanto non ancora resi noti i dettagli sulle modalità di calcolo e di recupero connesse al rimborso – per i periodi di imposta dal 2007 al 2011 – della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES, è stimabile in € 30,4 milioni. L’utile di periodo risulta pari a € 77,2 milioni, in calo del 19,6% anno su anno (€ 96 milioni nel primo semestre del 2011). Il dato pro-forma, considerando il credito d’imposta sopra citato, risulta pari a € 107,6 milioni (+12% anno su anno).L’utile di pertinenza della Capogruppo risulta pari a € 82,8 milioni nel periodo, al netto della perdita d’esercizio imputabile a terzi di € 5,5 milioni, registrando un incremento del 3,3% anno su anno. Il dato pro-forma, considerando il credito d’imposta sopra citato, risulta pari a € 108,7 milioni (+35,8% anno su anno).La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie va-lutate al fair value) si attesta a € 46,1 miliardi, in calo del 5% rispetto alla fine del 2011, a causa del graduale e controllato rientro da alcune tipologie di operazioni finanziarie con controparti istituzionali ritenute particolarmente onerose e del trasferimento della liquidità degli enti locali sul conto della Tesoreria dello Stato presso Banca d’Italia previsto dal decreto “Salva Italia” (€ 0,9 miliardi). La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 25,6 miliardi, sostanzialmente stabile da inizio anno. Il portafoglio premi assicurativi, non compreso nella raccolta indiretta, si quantifica in € 2,2 miliardi (+4,2% da inizio anno), pressoché totalmente riferibile al ramo vita.I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a € 48,5 miliardi, in crescita dello 0,7% da inizio anno, particolarmente concentrata nel secondo trimestre. L’ammontare dei crediti deteriorati netti è di € 5,3 miliardi, +22,8% da inizio anno, con una componente di sofferenze di € 1,8 miliardi (+14,2%); tali importi risultano rispettivamente pari all’11% e al 3,7% del totale dei crediti verso clientela. L’evoluzione dell’ammontare dei crediti dubbi risulta in incremento a seguito dell’acuirsi della recessione che sta interessando l’economia nazionale e dell’adeguamento normativo relativo ai crediti scaduti. Nel dettaglio, gli incagli netti risultano pari a € 2,5 miliardi (+14,1% da inizio anno), i crediti ristrutturati netti a € 0,4 miliardi (+42,2% da inizio anno) e i crediti scaduti netti a € 0,6 miliardi (+110,4% da inizio anno). Migliorano, come anticipato, rispetto al trimestre precedente, le coperture su incagli, crediti ristrutturati e scaduti, in presenza di una stabilizzazione del coverage sulle sofferenze.La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 6 miliardi (in confronto ad un dato negativo per € 2,4 miliardi di fine 2011) derivante dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 2 miliardi (-30,6%) e i debiti della stessa na¬tura pari a € 8 miliardi (+52,6%); l’incremento dell’esposizione ha compensato la riduzione delle operazioni di tipo finanziario a breve termine presenti nella raccolta da clientela e riflette un aumento delle operazioni di rifinanziamento con la Banca Centrale Europea in un’ottica di gestione ottimale del costo del funding. Gli strumenti finanziari utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato, ammontano al 30 giugno 2012 a € 9,6 miliardi al netto dell’haircut; la quota che risulta impegnata è pari a € 7,8 miliardi, di cui € 4,8 miliardi dall’utilizzo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea (di cui € 4,4 miliardi riferiti all’operazione di “LTRO” a tre anni). L’ammontare degli strumenti finanziari disponibili per il rifinanziamento risulta pari a € 1,8 miliardi. Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 6,9 miliardi, in incremento del 21,7% rispetto alla fine del 2011 riferibile prevalentemente a titoli governativi italiani per circa € 1,3 miliardi. I titoli di debito rappresentano l’86,3% del portafoglio complessivo ed ammontano a € 5,9 miliardi: di essi, € 4,5 miliardi sono riferiti a titoli governativi (di cui il 98,7% rappresentato da titoli di stato italiani) ed € 1,2 miliardi sono riferiti a Banche. L’esposizione ai titoli di debito dei paesi periferici dell’Eurozona, in costante graduale riduzione, risulta limitato a soli € 166,1 milioni, come da seguente dettaglio: Portogallo € 21 milioni, Irlanda € 34,2 milioni, Grecia € 0,3 milioni e Spagna € 110,6 milioni. A fronte delle attività disponibili per la vendita (“AFS”) pari a € 4 miliardi, sono presenti riserve da valutazione positive nette complessive per € 55,9 milioni come risultanza della sommatoria di riserve nette negative riferite ai titoli di debito, titoli di capitale e OICR per un valore di € 81 milioni (di cui governativi € 52,6 milioni) e di riserve nette positive per € 136,9 milioni. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato dell’esercizio, si attesta a € 4,1 miliardi, in incremento del 3,2%. La quota di patrimonio di pertinenza di terzi risulta pari ad € 0,7 miliardi. I mezzi patrimoniali di Gruppo ammontano così a complessivi € 4,8 miliardi, in incremento del 2,5% rispetto a fine 2011.I ratios patrimoniali, determinati sulla base della metodologia standard di Basilea 2, evidenziano i seguenti valori: • “Core Tier 1 ratio” 8,07% e “Tier 1 ratio” 8,10% in ulteriore netto miglioramento rispetto alla fine del 2011 (rispettivamente pari a 7,83% e 7,86%); • “Total capital ratio” 11,38% (11,54% a fine 2011).Il miglioramento dei requisiti patrimoniali è stato raggiunto anche attraverso un’efficace azione di ottimizzazione delle attività ponderate per il rischio (RWA in diminuzione di circa € 0,4 miliardi nonostante l’aumento degli impieghi) e le operazioni di aumento di capitale gratuito realizzate su alcune banche del Gruppo con utilizzo di riserve disponibili, in particolare riferite a riserve di rivalutazione immobili (+5 bps sul CT1). Saranno contabilizzati nei prossimi trimestri, ulteriori benefici pari a circa 12 bps complessivi sul CT1: essi deriveranno dalla plusvalenza realizzata dalla cessione delle attività di banca depositaria (plusvalenza lorda di € 20.9 milioni già incassata in data 13 luglio 2012), da altre operazioni di aumento di capitale gratuito, finalizzate nel corso del mese di luglio 2012, su Banca della Campania e Banca di Sassari e dalla contabilizzazione del credito d’imposta di cui alla nota 1. Il Gruppo è presente in diciassette regioni italiane, con 1.298 sportelli bancari, a cui si aggiungono 4 filiali di Meliorbanca S.p.A., oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER (Europe) International s.a..I dipendenti del Gruppo sono pari a 11.936 unità, 29 in meno rispetto a fine del 2011 (erano 11.965).********************Principali fatti di rilievo intervenuti successivamente alla chiusura del semestrePerfezionata la cessione delle attività e delle convenzioni di banca depositaria. In data 13 luglio 2012 BPER e il Banco di Sardegna, insieme alle altre banche interessate all’operazione, a seguito dell’ottenimento da parte dell’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane s.p.a. (“ICBPI”) delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti Autorità e dell’esaurimento delle procedure previste per legge, hanno dato esecuzione alle cessioni, allo stesso ICBPI, delle rispettive attività/convenzioni di “banca depositaria” relative ai fondi comuni gestiti e/o promossi da Arca SGR s.p.a. e, nel caso del Gruppo BPER, relative anche ad altri clienti.L’operazione ha generato per il Gruppo BPER un corrispettivo pari ad Euro 20,95 milioni (Euro 18,10 milioni riferibili a BPER ed Euro 2,85 milioni riferibili al Banco di Sardegna).Progetto di fusione per incorporazione della controllata Em.Ro popolare s.p.a. in BPER. La Capogruppo ha ricevuto l’autorizzazione di Banca d’Italia per procedere alla fusione nei primi giorni del mese di luglio. Successivamente, in data 9 luglio 2012, è stato iscritto nel Registro delle Imprese di Modena il Progetto di fusione per incorporazione di Em.Ro. popolare s.p.a. in BPER. La fusione sarà sottoposta, in conformità al vigente Statuto sociale di BPER, all’approvazione del Consiglio di amministrazione della stessa, nonché all’approvazione dell’Assemblea straordinaria dell’Incorporanda, già convocata per il prossimo 29 agosto 2012.Progetto di fusione per incorporazione della controllata Meliorbanca s.p.a. in BPER. La Capogruppo ha ricevuto l’autorizzazione di Banca d’Italia per procedere alla fusione, nei primi giorni del mese di luglio. Successivamente, in data 18 luglio 2012, è stato iscritto nel Registro delle Imprese di Modena il Progetto di fusione per incorporazione di Meliorbanca s.p.a. in BPER.********************Prevedibile evoluzione della gestione Lo scenario macroeconomico di riferimento, per la restante parte dell’anno, dovrebbe rimanere fortemente condizionato, specie in alcuni paesi dell’area Euro, dall’incertezza relativa alla profondità e durata della fase recessiva in atto, e dai timori sulla stabilità del sistema finanziario. Anche le prospettive di crescita dell’economia italiana non appaiono favorevoli, con possibili implicazioni sulle prospettive di redditività del sistema bancario. In questo difficile contesto, il Gruppo BPER, in coerenza con il nuovo Piano Industriale 2012-2014, è fortemente impegnato a realizzare le azioni ordinarie e straordinarie previste, per rendere più efficiente l’organizzazione del Gruppo e, al contempo, recuperare quelle sinergie di ricavi e costi atte a mantenere un’adeguata e sostenibile redditività prospettica del capitale, oltre a rafforzare ulteriormente il livello di patrimonializzazione.

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