SAMORI’ CONTINUA LA SUA GUERRA SU BPER


MODENA 24 MAGGIO Gianpiero Samori’ allarga l’offensiva contro la Modena che lo rifiuta e, poco prima dell’esclusione dal libro soci della B.P.E.Romagna, ha alzato il tiro contro il Tribunale.Ieri, scrive MF, durante un incontro con un ristretto numero di giornalisti, l’avvocato modenese ha annunciato un esposto al Consiglio superiore della magistratura. Il provvedimento contesta l’attivita’ della Fondazione Modena Giustizia, nata nel giugno scorso per offrire sostegno economico al tribunale della citta’. L’ente ha tra i suoi soci Bper, affiancata dal B.Popolare, da Unicredit, dagli ordini dei commercialisti e degli avvocati e dalla Camera di commercio. Ma soprattutto si e’ meritato l’espresso apprezzamento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L’obiettivo della Fondazione e’ realizzare “progetti intesi a una maggiore efficienza dell’apparato giudiziario e a integrare le dotazioni del Tribunale di Modena e delle sedi distaccate”. Secondo Samori’, pero’, l’ente rappresenterebbe un caso unico in Italia e rischierebbe di creare “debiti di riconoscenza da parte del tribunale” verso i soggetti promotori. “Come e’ noto le banche sono tra i soggetti che piu’ frequentemente ricorrono all’attivita’ giudiziaria. Decreti ingiuntivi, cause ordinarie, revocatorie, concordati, affari societari vedono pressoche’ quotidianamente gli istituti di credito soggetti a provvedimenti giurisdizionali”, spiega il testo dell’esposto, sottolineando che nel cda della Fondazione sono stati cooptati alti dirigenti e amministratori delle banche. “La situazione di forte imbarazzo nella quale mi trovo e’ evidente”, spiega Samori’, “dovendo difendermi dall’azione risarcitoria promossa da Bper e, a mia volta, impugnare le delibere dinnanzi a un Tribunale il cui funzionamento e’ assicurato dalla stessa banca. L’imbarazzo e’ aumentato dalla generale convinzione, che si e’ radicata nella societa’ civile modenese, circa la perdita di autonomia e terzieta’ dell’intero Tribunale e dei suoi singoli membri rispetto all’istituto di credito per effetto della accettazione di rilevanti somme di denaro per il funzionamento dell’ufficio”, conclude l’esposto.

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