mo 219/9/2011 Acimac e Ucima: un esempio di integrazione virtuosa in Confindustria


modena 19 settembre Acimac (Associazione dei Costruttori Italiani Macchine e Attrezzature per Ceramica) e UCIMA (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il confezionamento e l’imballaggio) hanno definitivamente deliberato l’avvio di un processo di integrazione dei servizi offerti alle aziende associate e di razionalizzazione delle loro strutture. Si tratta di un passaggio importante nel processo di integrazione dei servizi associativi forniti alle imprese e che risponde alle indicazioni emerse in occasione delle Assise Generali di Confindustria svoltesi lo scorso maggio a Bergamo. “L’integrazione tra Acimac e Ucima è un segnale importante di come il nostro sistema stia evolvendo nella direzione di una maggiore efficienza, anche per razionalizzare i costi – dichiara la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. “Questo è uno dei punti fondamentali emerso dalle Assise di Bergamo, dove abbiamo preso l’impegno per una semplificazione del 30% della struttura organizzativa entro il maggio prossimo. Mettendo assieme più livelli territoriali e di categoria, infatti, si può ridurre la spesa e concentrare le risorse sui servizi innovativi e a maggior valor aggiunto. È importante che si realizzi un accordo strategico di questo tipo, tra associazioni di servizi, un’operazione che determinerà anche un miglioramento qualitativo e un incremento dei servizi per le aziende, lasciando inalterata l’autonomia dei singoli settori. Siamo certi – conclude la Marcegaglia – che questa best practice potrà essere un modello operativo per i tanti laboratori aperti in altre Associazioni di altri territori e settori: è una logica di banale evidenza, che andrebbe seguita sempre e in tutti gli ambiti, privati e pubblici, a cominciare dalla politica”. Le due Associazioni manterranno, ovviamente, le loro autonome strategie e rappresentanze politiche, continuando a essere guidate da due differenti Presidenti (Pietro Cassani per Acimac e Giuseppe Lesce per Ucima) e da autonomi Consigli Direttivi, espressione dei due settori industriali.“È per noi grande motivo di orgoglio essere riusciti a portare a termine per primi, tra le tante Associazioni di Confindustria, questo accordo strategico con l’Associazione dei costruttori di macchine per il confezionamento e l’imballaggio, superando tutte le difficoltà che questo genere di operazioni comporta” – dichiara il Presidente di Acimac, Pietro Cassani. “Altrettanto importante è stata la lungimiranza degli imprenditori associati che hanno subito colto nell’operazione la possibilità di mantenere negli anni, slegandoli dagli altalenanti andamenti del mercato, gli importanti servizi erogati dalla nostra associazione”.“L’integrazione con la struttura operativa di Acimac – aggiunge il Presidente di Ucima, Giuseppe Lesce -, dinamica e altamente professionale, assicurerà alle nostre aziende associate un importante incremento dei servizi offerti e la possibilità di crearne di nuovi, tarati sulle esigenze specifiche del nostro settore industriale”.“Siamo inoltre sicuri – concludono i due Presidenti – che questo sodalizio offrirà ad entrambi i nostri settori industriali importanti occasioni di scambio e confronto tra i nostri imprenditori e possibilità di sviluppo comune su scala mondiale, oggi più che mai essenziali per assicurare una maggiore conoscenza e presidio dei mercati mondiali dove i nostri due settori realizzano in media l’80% del giro d’affari. Questa operazione, una volta a regime, porterà inoltre importanti benefici economici alle rispettive associazioni”. A governare il processo di integrazione e gestione delle due strutture operative è stato chiamato Paolo Gambuli, già direttore generale di Acimac, che ha ricevuto pieno mandato dai Consigli Direttivi di entrambe le Associazioni.L’unione gestionale tra Acimac e Ucima consentirà alle due Associazioni di ampliare e migliorare la qualità dei servizi offerti e delle iniziative messe in atto a sostegno della competitività e promozione delle aziende associate, consentendo, inoltre, di amplificare il peso politico e industriale dei due settori a tutti i livelli di relazioni istituzionali. Acimac e Ucima rappresentano direttamente oltre 200 aziende, dislocate principalmente in Emilia Romagna e Lombardia ma presenti in sei regioni del territorio nazionale. I due settori generano complessivamente circa 5.500 milioni di euro di fatturato annuo, realizzato da oltre 500 aziende.

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