giovani confindustria modena L’ITALIA NON È UN PAESE PER GIOVANI?


modena 2 maggio Il Gruppo Giovani di Confindustria Modena organizza un dibattito sul futuro delle giovani generazioni italiane. Protagonisti il direttore della Luiss Pier Luigi Celli e il giornalista Oscar GianninoGiovedì 5 maggio 2011, ore 17.30Auditorium “Giorgio Fini”via Bellinzona 27/AGiovani e lavoro sono diventati un tema ricorrente all’interno delle discussioni e delle analisi sulla crisi che stiamo vivendo. Da un lato perché la situazione di quanti non trovano lavoro, o si avviano al lavoro in forme precarie, si sta facendo sempre più pesante; dall’altro perché stentano a prendere forma provvedimenti legislativi e progetti che affrontino il problema.Il Gruppo Giovani di Confindustria Modena sceglie di approfondire questo argomento con un dibattito a più voci che si terrà giovedì 5 maggio, a partire dalle ore 17.30 presso l’auditorium “Giorgio Fini” di via Bellinzona 27/a.Ospiti d’eccezione dell’evento saranno Pier Luigi Celli, che presenterà il libro-pamphlet “La generazione tradita. Gli adulti contro i giovani”, e Oscar Giannino, editorialista e conduttore della trasmissione radiofonica quotidiana “La versione di Oscar”.Vi saranno anche le testimonianze di due giovani donne di talento come Guia Ghidoli (manager di Lvmh Italia Parfums Christian Dior) e la modenese Chiara Giovenzana, amministratore delegato della start up svizzera Cellec Biotek Ag.«Anche le imprese si dovrebbero porre qualche interrogativo», afferma Pier Luigi Celli. «Se non altro per capire quali potranno essere i costi, economici e non solo sociali, di perdere un’intera generazione, costretta con la sottoccupazione ad apprendere assai poco delle logiche del lavoro o rassegnata all’emigrazione, col risultato di sottrarre al Paese risorse pregiate».«Il ritornello recente, che vede le associazioni economiche sottolineare carenze di risorse professionali più basse», continua Celli, «deve confrontarsi col rischio che spingere troppo in questa direzione può portare a privilegiare settori economici più tradizionali e meno dinamici, guardando al breve, mentre la competizione internazionale richiede sempre più competenze complesse, saperi evoluti, preparazioni robuste».Sul versante dell’università i problemi non mancano. I cambiamenti in atto sembrano riguardare più la governance e la sistemazione delle partite accademiche che il raccordo tra il “prodotto” e il mercato del lavoro a cui è destinato. «E qui», conclude il direttore della Luiss, «si inserisce una riflessione strategica sul bisogno dell’università, anche se fa fatica ad ammetterlo, di essere aiutata dalle imprese già all’interno del percorso di laurea degli studenti».

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet