ance confindustra e legacoop modena: EDILIZIA, MAI UNA CRISI COSÌ GRAVE


modena 19 marzo Da una parte la pubblica amministrazione che dilaziona in tempi sempre piùlunghi il pagamento delle opere. Dall’altro il credit crunch che investe le imprese eanche le famiglie che vogliono acquistare casa.Non deve stupire che Ance Modena e Legacoop Modena Settore Produzione eLavoro arrivino a condividere pienamente le forti preoccupazioni manifestate dallaFillea-Cgil di Modena, che in una recente intervista aveva espressamente dichiaratoche per il settore edile è sempre più vicino il rischio default.Le due associazioni chiedono che, per fermare questa grave situazione di crisi esostenere un settore considerato per eccellenza trainante per il rilancio dell’economia,venga avviata urgentemente una politica nazionale di sviluppo delle infrastrutturee si concretizzino gli strumenti creditizi da tempo in gestazione diretti a rifinanziarele imprese.È inoltre necessario che anche gli enti locali modenesi prendano velocementequelle decisioni attese da tempo che possono contribuire a creare lavoro, salvarele imprese e posti di lavoro anche nel settore edile.I numeri riguardanti il comparto delle costruzioni a Modena raccontano un quadrosconfortante: da gennaio 2008 a dicembre 2011 hanno cessato l’attività 602imprese edili (-34 per cento) e hanno perso il lavoro 2.450 dipendenti (-31.5 percento) che salgono a oltre 4.000 se si considerano i settori collegati. Nello stessoperiodo a livello nazionale il settore si è riportato ai livelli di attività del 1995 con un calodel 40 per cento nell’edilizia abitativa, del 23 per cento nell’edilizia non residenziale edel 37 per cento nei lavori pubblici.E altrettanto drammatici sono gli ultimi dati sul settore edile, elaborati da Ance su datiBankitalia: nei primi nove mesi del 2011 i nuovi mutui per investimenti in ediliziapag. 2residenziale sono diminuiti del 10,5 per cento, quelli per l’edilizia non residenzialesono in calo del 2,3 per cento e quelli per l’acquisto di abitazioni da parte dellefamiglie hanno toccato il -25,9 per cento. In definitiva, dal 2007 il finanziamento allefamiglie per nuovi mutui risulta dimezzato.A livello nazionale non va meglio. Nel periodo 2007/2010 la stretta creditizia verso ilsettore è stata molto forte: -25 per cento per i mutui erogati per l’edilizia abitativa, -30per cento per l’edilizia non residenziale; nei primi nove mesi del 2011 si è assistito a unperdurare della riduzione, rispettivamente -17.6 per cento e -13.5 per cento.«Il ritardo nei pagamenti nel settore dei lavori pubblici, dovuto al Patto di Stabilità,anche nella nostra provincia assume dimensioni sempre più preoccupanti, e stamettendo fortemente a repentaglio la sopravvivenza di numerose aziende, anche le piùstrutturate», avverte Stefano Betti, presidente di Ance Modena. «Il Comune diModena, ad esempio, pagando le imprese appaltatrici con tre anni di ritardo, comeprevisto negli ultimi bandi, supera ampiamente il ritardo medio di pagamento dellapubblica amministrazione a livello nazionale, che si attesta sui 24 mesi. In questo modosi scarica sulle imprese il finanziamento delle opere pubbliche».«E c’è un ulteriore problema da considerare», aggiunge Lauro Lugli, presidente diLegacoop Modena. «Sono molti gli interventi abitativi e infrastrutturali che vengonorinviati, con preoccupanti ricadute sulle imprese edili che vedono così decadere i dirittiedificatori e dilatarsi i costi finanziari».E i problemi non mancano anche con le banche, che manifestano sempre più unaforte ritrosia a concedere l’anticipazione dei crediti che le imprese vantano neiconfronti della pubblica amministrazione. In proposito, va sottolineato che lostrumento della cessione certificata del credito, approvato tre mesi fa e obbligatorioper la pubblica amministrazione, non è ancora operativo per la mancanza deldecreto di attuazione. Si tratta di uno strumento da tempo richiesto dal settore edile,essenziale per ridurre l’esposizione bancaria delle imprese.Ance e Legacoop hanno chiesto al governo di intervenire, riformando il Patto di stabilitàinterno e approvando rapidamente la direttiva europea sui ritardati pagamenti, in mododa ridurre i non più sopportabili ritardi, gravanti interamente sulle spalle delle impreseedili.

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