IL BILANCIO DICPL CONCORDIA


MODENA 16 GIUGNO Crescita a due cifre nel 2010, fatturato da 383 milioni (+36%), 15,2 milioni di utile (+36%) e 120 nuove assunzioni. Sembra non essere stata nemmeno sfiorata dalla crisi la Cpl Concordia, cooperativa modenese che in oltre un secolo di storia è passata dall’essere un sodalizio di braccianti di paese ad una multinazionale dell’energia.

Attiva nella costruzione e gestione di reti gas, fotovoltaico e distribuzione energia in quattro continenti, Cpl ha chiuso un bilancio che ha, peraltro, permesso un ritorno di 3.000 euro ai soci-lavoratori, e che ha aumentato il patrimonio indivisibile che consente di tenere sotto controllo l’indebitamento.

”Grazie agli investimenti sulle rinnovabili – ha detto il presidente Roberto Casari – in cinque anni abbiamo raddoppiato fatturato ed occupazione ed emesso azioni di partecipazione che hanno assicurato un rendimento superiore all’8% e aumentato il patrimonio, in controtendenza a quello che avviene in Italia dove ci sono imprenditori ricchi a capo di imprese povere”. 

Sabato è in programma l’assemblea dei soci a Concordia sulla Secchia (Modena), alla quale parteciperà Massimo D’Alema. Saranno illustrati i futuri investimenti, a cominciare da quelli sul metano liquido e sugli impianti fotovoltaici.Nel 2010 la Cpl ha toccato quota 1.244 dipendenti, con un incremento di oltre il 10% rispetto al 2009, confermando un ulteriore trend positivo nei primi mesi del 2011. Sono 626 i soci cooperatori con un’età media in forte calo. “I nostri assunti – ha detto Casari – sono in gran parte giovani e neolaureati e solo in minima parte operai. Ma soprattutto sono soci della cooperativa, partecipano alle decisioni ed al ristorno degli utili”.Sui progetti relativi al fotovoltaico negli ultimi due anni, la Cpl ha realizzato 30 megawatt di fotovoltaico: tra i principali progetti c’é il parco solare (da 3,7 megawatt) che sarà realizzato a Pisa in un’area di esondazione dell’Arno e il fotovoltaico su una discarica esaurita a Padova. Per il 2011 sono già previsti 15 megawatt di impianti, per lo più da un Mw ciascuno.Un altro capitolo su cui Cpl intende investire è il settore del metano liquido, ancora poco sviluppato in Italia. “Il vantaggio di questo combustibile è la possibilità di spostarlo su autocarri poi trasformarlo con piccoli rigassificatori. Realizzeremo distributori nelle nostre dodici sedi italiane”. Se la crisi ha toccato poco la Cpl e se grazie al consistente patrimonio, la situazione finanziaria, soprattutto nell’ esposizione con le banche, è serena, la congiuntura sfavorevole almeno un aspetto negativo l’ha portato.”La voce relativa ai clienti che ci devono pagare – ha detto Maurizio Rinaldi, direttore amministrativo – è salita, rispetto al precedente bilancio, da 30 a 59 milioni, quella dei fornitori che dobbiamo pagare noi è scesa da 23 a nove. In pratica facciamo da banca, sia per i clienti, sia per i fornitori”

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