GAL antico Frignano Un caseificio per il Kosovo


MODENA 15 LUGLIO Si chiama M.I.L.K.“Milk-processing Initiative to Link Kosovo to Europe il nuovo impegno internazionale del GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano.L’agenzia di sviluppo, infatti, offrirà la propria consulenza e garantirà il supporto tecnico per la costituzione di una cooperativa casearia a Klina, città della regione di Peja/Prc, nel Kosovo centro occidentale, mirata alla costituzione di un caseificio, finalizzato alla produzione ed alla commercializzazione di formaggi freschi e semi stagionati (a tre mesi). Il GAL è partner nella realizzazione del progetto, della durata di 24 mesi e finanziato con fondi dell’Unione Europea per 550.000 euro, dell’associazione Reggio Terzo Mondo Onlus, la Facoltà di Agraria dell’Università di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE), Ipsia – Acli e GAL Mirusha di Klina. “Abbiamo ritenuto importante – spiega Valeria Camurri, vice presidente del GAL – offrire il nostro supporto a questa iniziativa, per contribuire allo sviluppo ed alla ripresa economica di questa zona del Kosovo, duramente colpita dalla guerra. Dopo la ripresa della fase produttiva, infatti, occorre sviluppare anche la fase della commercializzazione dei prodotti, per aiutare la quale il GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano, attraverso il confronto con il locale GAL Mirusha, metterà a disposizione le proprie competenze e buone pratiche”.“Tre sono gli obiettivi del progetto: – aggiunge Gualtiero Lutti, direttore del GAL – il primo è la costituzione di una cooperativa agricola, composta da 5 associazioni che a loro volta associano 225 contadini di Klina; il secondo consiste, appunto, nella creazione e nell’avviamento del caseificio; il terzo, infine, prevede l’istituzione di un marchio per il formaggio fresco e semi stagionato, che verrà prodotto. A questo fine, attraverso la collaborazione tra il GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano e il GAL Mirusha, è previsto uno stage presso due caseifici del territorio del nostro Appennino, al quale prenderanno parte due casari di Klina, oltre ai rappresentanti delle cinque associazioni e al presidente del GAL kossovaro”. Ma come nasce questo progetto? Lo spiega Francesco Gradari, responsabile dei Progetti dell’Area Balcani di Reggio Terzo Mondo: “Dal 1999, la nostra associazione opera a Klina, un’area rurale del Kosovo centro occidentale composto da una cinquantina di villaggi, nei quali vivono circa 55.000 abitanti. Fin dall’inizio della nostra attività, abbiamo sostenuto i centri di raccolta latte, che poi veniva conferito per la lavorazione. Attraverso questo progetto, per il quale abbiamo chiesto il sostegno del GAL, puntiamo alla costituzione di un caseificio, la cui sede, concessa in comodato gratuito dal Comune, è stata individuata in una struttura che, durante la guerra, era stata adibita a rifugio per le famiglie di profughi, poi sistemate in altre abitazioni. Il prodotto finito, formaggio fresco e semi stagionato, una specie di caciotta locale, sarà poi caratterizzato da un marchio specifico e sarà distribuito in tutto il Kosovo attraverso grossisti. Inoltre, presso il caseificio, è previsto uno spaccio per la vendita diretta. Infine, grazie al progetto, sarà messo a disposizione un mezzo per la distribuzione e vendita nei mercati locali”.

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