E’ nata Italtac: una nuova cooperativa di lavoro nel segno dell’Unità d’Italia e di Gregorio Agnini.


modena 15 aprile Le iniziative sui 150 anni dell’Unità d’Italia continuano a produrre emozioni, energia e curiosità.Una di queste viene annunciata da Legacoop e si riferisce ad una nuova cooperativa di lavoro, che ha voluto nascere proprio in occasione del compleanno dell’Italia unita.La mattina del 17 marzo, infatti, 24 operai e tecnici (tra cui 8 donne e 2 immigrati) si sono costituiti in cooperativa. Il nome scelto? “Italtac”, in segno di augurio e di fiducia nell’Italia e, perche no?, in se stessi. Poi, dopo il brindisi, visita alla Mostra sui 150 anni di Modena nell’Italia unitaria e…a Gregorio Agnini.Infatti, in scia alla “biciclettata cooperativa” con cui i presidenti delle tre Centrali cooperative accompagnavano il pioniere della Cooperazione modenese (il “mitico” Gregorio Agnini, interpretato dall’attore Marco Spinelli), tutti i neo-cooperatori hanno partecipato all’inaugurazione di “Italiani Modenesi:150 anni di Unità a Modena 1861/2011”: la grande Mostra (rimarrà aperta fino al 5 giugno nelle sale del Foro Boario) con cui Modena ha aperto le celebrazioni dell’Unità d’Italia, insieme ad un pubblico straripante e agli altri testimoni-simbolo (da Ciro Menotti al Sindaco della Liberazione, Alfeo Corassori; da Enzo Ferrari a Luciano Pavarotti, e così via ) di 150 anni di vita modenese nell’Italia unita.Pausa obbligata della visita la sezione (pannellature informative, foto, bandiere) dedicata alle prime forme cooperative che accompagnarono il processo unitario nella seconda metà dell’800: dalle società di mutuo soccorso agli spacci cooperativi e, nel 1886, alla prima vera cooperativa di lavoro modenese, quella dei braccianti di Finale Emilia promossa dal socialista Gregorio Agnini.“Ci è piaciuto che il primo giorno della nostra cooperativa partisse da lì, da una storia di lavoro che ha preso avvio con successo negli anni dell’Unità d’Italia. E’ di quella prima esperienza che, idealmente, stiamo raccogliendo il testimone. – ha commentato Carlo Zibordi, neo presidente di Italtac – D’altra parte, se ci sono ‘riusciti’ gli Operai e Braccianti di Agnini nell’800, perché non dovremmo farcela noi nel 2011?”.Al di là della fiducia dell’ultimo erede (in ordine di tempo) di Gregorio Agnini, la storia di Italtac è tutta da scrivere, ma vale la pena conoscerne i primi passi ed il prodotto industriale. E’ ancora Zibordi a raccontare: ”L’anno scorso, dopo la messa in liquidazione della Diaures Spa, un gruppo di dipendenti ha deciso di acquisire, attraverso un Management Buy-Out, i macchinari per la produzione di materiali autoadesivi, allo scopo di salvaguardare il proprio lavoro iniziando una nuova attività in forma cooperativa. Abbiamo così creato una nuova azienda, Italtac-Self-Adhesive materials & coatings, Soc. Coop., che ha sede centrale a Soliera in via della Stazione 6”.Macchinari ed impianti per la produzione, taglio ed allestimento di materiale autoadesivo sia in formato che in bobina. “La produzione e’ in linea. – continua il neo presidente – Tutte le lavorazioni, dalla siliconatura all’adesivizzazione, dal retrotaglio alla stampa logo sul retro, sono effettuate in un’unica fase di produzione, permettendo la riduzione di costi energetici, scarti, controllo immediato della qualita, per consentire poi versatilita’ di produzione, tempi rapidi di consegna, competitivita’. La nostra capacita produttiva è di 500.000 mq/giorno”.Questo è il primo profilo di un’impresa specializzata nella progettazione e produzione di una vasta gamma di materiali autoadesivi, che può già vantare un importante expertise tecnico e commerciale a livello nazionale ed internazionale.Soddisfatto Gianluca Verasani, responsabile per Legacoop delle cooperative di produzione e lavoro, che ha sostenuto il progetto Italtac: ”Se nello scorso decennio sono state le cooperative dei servizi alla persona ad alimentare la crescita della Cooperazione modenese, negli ultimi anni, proprio quelli della crisi, l’incremento di natalità sta premiando il settore di produzione e lavoro, con nuove imprese industriali o di progettazione operanti nel campo delle energie rinnovabili. Ricordo, tra le più recenti: “Energiamo Società Cooperativa”; ”Exa Engineering for Architecture”; ”Coop Energy Modena”; “MCM” di Fiorano Modenese.“Il vento della green economy e la vocazione manifatturiera dell’economia modenese stanno ritrovando nel modello cooperativo uno strumento efficace per creare nuova impresa e occupazione. – aggiunge Lauro Lugli, presidente di Legacoop – E’ un segnale di reazione alla crisi e di ripresa di vitalità che la struttura associativa sta favorendo, affiancandolo con il suo know how e le risorse delle finanziarie (Coopfond, Sofinco e CFI) del sistema cooperativo”. “Nella recente discussione congressuale di Legacoop si è affermato che per riprendere il percorso della crescita occorre produrre un nuovo clima di responsabilità e di fiducia. – conclude il presidente Lugli – Per quanto concretamente possibile, Legacoop non farà certo mancare il suo impegno ai giovani, ai lavoratori, alle donne che si rivolgeranno alla forma cooperativa per costruirsi lavoro e occasioni di futuro”.

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