Banche: per Mediobanca Bpm-Banco e Ubi-Bper fusioni ideali nel 2013


MODENA 14 DICEMBRE Una nuova stagione di integrazioni tra gli istituti cooperativi con le nozze Bpm-Banco Popolare e Ubi-Popolare dell’Emilia Romagna come soluzioni ottimali nel contesto di un consolidamento del settore. E’ lo scenario che gli analisti di Mediobanca Securities indicano come possibile a partire dal secondo semestre 2013 quando le incertezze politiche, i numerosi appuntamenti elettorali e una nuova ondata di operazioni di pulizia nei bilanci delle banche saranno alle spalle”Comunque – si legge nella nota – questo accadra’ solo se la Banca d’Italia forzasse il consolidamento usando la stessa pressione ‘dall’alto’ che riteniamo necessaria se la banca centrale volesse imporre il tema di una ‘bad-bank’ nell’agenda italiana del 2013″. Secondo gli analisti, le fusioni tra le Popolari potrebbero avere una storia diversa rispetto alle operazioni “distruttive di valore” (Banco Popolare/Banca Popolare Italiana; Unicredit-Capitalia; Mps-Antonveneta) degli anni scorsi. Cinque i drivers che permetterebbero “ampie sinergie”: la bassa profittabilita’ attuale, i vincoli di funding, i problemi di asset quality, la regulation e la creazione dell’Unione bancaria europea. Per gli analisti, i merger ottimali sarebbero Ubi-Bper – che genererebbe sinergie di costi per 260 milioni e avrebbe un effetto accrescitivo del 17% sugli utili per azione dal secondo anno della fusione – e Banco Popolare-Bpm – che comporterebbe 350 milioni di sinergie di costo e un +16% di eps dal secondo anno. “Fondere tutte e quattro le popolari – conclude la nota – potrebbe aggiungere ulteriore valore del 23% alle ipotesi precedenti grazie a extrasinergie”.

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