confindustria ceramica: il punto sul made in


SASUOLO 12 GENNAIO Nella Sala Conferenze di Confindustria Ceramica si è tenuto il convegno “Regole per il ‘made in’ e competitività internazionale: il caso della ceramica”, evento al quale hanno preso parte l’on. Cristiana Muscardini, vice presidente della Commissione Commercio Internazionale al Parlamento Europeo, Fabrizio Viola, Amministratore Delegato Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Giuseppe Schirone, Business Consultant Manager di Prometeia, Franco Manfredini ed Armando Cafiero, rispettivamente Presidente e Direttore Generale di Confindustria Ceramica. L’incontro, che si è incentrato sulla presentazione dell’ ‘Osservatorio Previsionale sul mercato mondiale delle piastrelle di ceramica. Italia e principali competitor a confronto’, è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione su due dossier particolarmente importanti, quali l’introduzione nella normativa comunitaria del ‘made in’ e lo stato di avanzamento lavori della procedura antidumping contro le importazioni cinesi in Europa.La congiuntura internazionale registra, dopo un primo semestre 2010 di tonica ripresa, un generale rallentamento dei ritmi di espansione del PIL, sia nelle aree sviluppate che in quelle in via di sviluppo. Le previsioni mostrano una crescita del Pil mondiale dal +5,2% del 2010 ad un +4% del 2011, mentre le attese per quest’anno sono di una sostanziale stasi sia nel cambio $/€ (1,34) che per i tassi di interesse BCE (1,25%).In questo contesto, il consumo mondiale di piastrelle ha registrato, nel 2010, una crescita del +5,5% rispetto al 2009, con una contrazione dell’Europa occidentale e Balcani ed una crescita differenziata nel resto del mondo. Nel 2011 le previsioni sono per un aumento della crescita (+5,9%), con tutti i continenti in crescita grazie al ritorno in positivo dell’Europa Occidentale (+0,8%) e dei Balcani (+2,3%), ad una espansione più marcata dell’Europa Orientale (+6,4%), del Nord Africa e dei Paesi del Golfo (+8,7%) – aree con le dinamiche migliori –, mentre si assisterà ad una crescita leggermente rallentata nel Far East (+6,6%). A fronte di un preconsuntivo 2010 nel quale l’industria italiana delle piastrelle di ceramica ha incrementato la produzione del +4,9% e le vendite totali del +0,8% (frutto di un – 3,5% in Italia e di un +2,7% all’estero), le aspettative per l’anno in corso sono per una consolidamento dei volumi all’interno di una crescita rallentata della produzione a +3,6% sull’anno 2010, di una espansione delle vendite a +1,7% (ottenuta da una stasi, +0,1%, in Italia e da una crescita rallentata a +2,3% sui mercati esteri). Va rilevato che, in valori assoluti, siamo in presenza di pochi milioni di metri quadrati di incremento rispetto al 2009. L’Italia della ceramica conferma la propria leadership nel commercio internazionale sui valori, mentre si pone al secondo posto per i volumi. Appare significativo rilevare che nel quadriennio 2009 – 2012 la quota italiana in metri quadrati dell’Italia si conferma in Europa Occidentale (39%), Europa Orientale (18%), Balcani (32%), Paesi Nafta (20,9%), Nord Africa (10,7%), Far East (2,9%), mentre cresce di alcune frazioni in America Latina (2,8%) e Paesi del Golfo (5,3%). Di rilievo sottolineare la crescita, in alcuni casi anche a due cifre, della Cina su alcuni mercati, difficilmente spiegabile dalle sole performance aziendali.Per un settore che esporta oltre il 70% di quello che produce in Italia – a cui vanno aggiunti altri 871 milioni di euro provenienti dal processo di internazionalizzazione avviato in paesi ad alta domanda di ceramica europei e nord americani – tutto ciò che appartiene al commercio internazionale è un elemento di grande interesse ed importanza. L’introduzione dell’indicazione di origine sulle merci poste in commercio nell’Unione Europea, meglio conosciuto come ‘made in’, rappresenta uno dei dossier caldi anche per l’industria delle piastrelle di ceramica, poiché rappresenterebbe un fondamentale tassello per la competitività dell’industria ceramica italiana, la tutela dell’occupazione sul suolo nazionale, l’acquisto responsabile da parte del consumatore europeo. E’ dal 2005 che il dossier è aperto, ma il principale passo avanti è stato fatto solo lo scorso 21 ottobre quando il Parlamento Europeo, a larghissima maggioranza, ha approvato una risoluzione da parte del Consiglio Europeo dei Ministri del Commercio Estero a ratificare la decisione, ultimo e decisivo passo finale. Altra azione di straordinaria importanza è la procedura antidumping contro le importazioni europee di piastrelle cinesi, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Commissione Europea il 19 giugno 2010. Con questa si è avviata una lunga procedura che ha coinvolto oltre 70 aziende industriali produttrici di piastrelle di ceramica di sei paesi europei per una produzione complessiva superiore ai 300 milioni di metri quadrati. La Commissione Europea ha accettato gli Stati Uniti quale ‘analogue country’, paese terzo di controllo delle evidenze, mentre un apposito questionario di verifica è stato sottoposto a 7 imprese cinesi. Ora inizia la fase cruciale perché nel corso del mese di gennaio la Commissione informerà gli Stati Membri circa le evidenze emerse ed entro il 18 marzo la Commissione è chiamata a preparare il competente Comitato Ue sulla decisione relativa al se e quali misure compensative prendere, in attesa della decisione finale del Consiglio, fissata entro la fine di giugno 2011.

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