Continua l’iter congressuale di Legacoop Modena


MODENA 11 GENNAIO Legacoop Modena ha comunicato l’apertura dell’iter congressuale e, tra le modalità, l’avvio di una consultazione tra gli aderenti sul “modello di governance associativa ritenuto più efficace per il futuro; i criteri per il rinnovo degli Organi dirigenti previsti dallo Statuto; l’assetto e l’innovazione dei servizi alle imprese”.Tra gli obiettivi della consultazione anche quello di raccogliere le preferenze motivate (con colloqui diretti e questionari aperti) sui modelli di presidenza. Se, ad esempio, mantenere il modello oggi vigente in Legacoop Modena (modello “A”: presidente e direttore nella stessa persona e a tempo pieno) o sperimentare il modello (“B”) più diffuso nelle associazioni imprenditoriali, che prevede come presidente dell’Associazione un presidente di impresa (con ruolo politico di rappresentanza e vigilanza), affiancato da un direttore con funzioni di direzione e coordinamento dei settori e dei servizi. Il mandato non prevedeva proposte o valutazioni sulla costituzione del nuovo gruppo dirigente e sulle possibili candidature. Queste opzioni sarebbero avvenute in una seconda fase, a orientamenti definiti.Il compito, gravoso, è stato affidato ad un “Gruppo provinciale di consultazione” costituito da 10 presidenti e dirigenti di impresa, in rappresentanza dei diversi settori cooperativi, e coordinato dal presidente del Collegio dei Garanti, Nillo Francia.Per tutto il mese di dicembre il “Gruppo degli 11” ha contattato i presidenti delle cooperative aderenti e i componenti della Direzione di Legacoop, per rispettare il calendario di questa prima fase di lavoro pre-congressuale che prevedeva per il pomeriggio di lunedì 10 gennaio la presentazione al Consiglio di Presidenza di Legacoop Modena (15 componenti effettivi, più i componenti il Gruppo di consultazione nominato dalla Direzione provinciale) degli orientamenti raccolti dalle consultazioni sui modelli di governance. E così è stato. Lunedì 10 gennaio, infatti, il coordinatore del Gruppo di consultazione, Nillo Francia, ha relazionato in Consiglio di Presidenza. Ne sintetizziamo i risultati. “Hanno partecipato ai colloqui o compilato l’apposito questionario 116 dirigenti che, a maggioranza (54%), hanno indicato come opzione il modello di governance “B”, quello che prevede un presidente non a tempo pieno, affiancato da un direttore; diverse decine (il 32%) hanno mantenuto la preferenza per l’attuale modello “monocratico”; altre ancora hanno indicato ulteriori modelli o si sono astenuti. Si conferma così una volontà di cambiamento strutturale dell’Organizzazione”.Queste sono le indicazioni raccolte e portate alle valutazioni degli Organi dirigenti di Legacoop. Già nel prosieguo del Consiglio di Presidenza di lunedì 10 gennaio, come in quello successivo di martedì 11 gennaio, le valutazioni espresse dalle Cooperative stanno orientando la seconda fase di lavoro pre-congressuale (criteri per le candidature e raccolta delle stesse), i cui risultati (proposte di candidature) verranno poi portati, passando per gli Organi direttivi, all’Assemblea Congressuale del prossimo 25 febbraio 2011 per le decisioni”sovrane”.E’ però dispiaciuto che domenica scorsa, 9 gennaio, un quotidiano locale abbia dato forte risalto ad illazioni su presunte decisioni già avvenute su ruoli e persone, rischiando di mortificare un delicato processo democratico che sta coinvolgendo e coinvolgerà centinaia di persone. E’ legittimo che singoli dirigenti o gruppi possano aver già prefigurato assetti e responsabilità, ma le “anticipazioni” del quotidiano, evidenziano comunque un mix di probabilità e di falsità difficile da districare in questa fase di discussione in corso.Esce falsata, ad esempio, l’immagine del presidente Roberto Vezzelli, a cui tutti riconoscono grandi competenze e forti capacità realizzative, tanto da ritenerne ovvio un ulteriore utilizzo a vantaggio della Cooperazione modenese. Inoltre, altri dirigenti, elencati dal quotidiano locale, hanno rischiato di risultare sovraesposti, quindi danneggiati, in una eventuale candidatura che, insieme ad altri egualmente autorevoli, potrebbero decidere di presentare. Del tutto fuori luogo anche l’accenno ad una presunto “spalleggiamento” di un partito ad alcuni candidati che ad oggi ancora non esistono, non solo per quell’autonomia che i cooperatori di Legacoop stanno evidenziando da decenni nelle scelte sociali e imprenditoriali, ma anche perché sarebbe davvero bizzarro cercare “tutele” esterne e di parte a pochi giorni dalla formalizzazione di un patto storico: la nascita dell’Alleanza delle cooperative italiane, che fa già ragione di ogni opinione datata ed indica che da tempo quello cooperativo è un “gioco a tutto campo”.Anche in questo percorso congressuale Legacoop Modena mantiene un suo carattere distintivo: dice che cosa fa e fa quello che dice”.Il Consiglio di Presidenza di Legacoop ModenaIl Coordinatore Del Gruppo provinciale di consultazione

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